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Da Napoli una storia che fa riflettere: Azzurra, una disabile 22enne che assiste gli studenti disabili dell’Università Suor Orsola.

di Anna Civitillo

Azzurra ha 22 anni ed è affetta da una kinesiopatia di tipo misto, che le provoca lentezza nei movimenti a tutti e quattro gli arti. Ma, nonostante la giovane età e le difficoltà oggettive con cui deve convivere, sembra che il suo unico desiderio sia aiutare chi sta peggio di lei: “All’Università mi sono resa conto che il mio è un problema grave ma lieve in confronto a quelli di altri studenti disabili che comunque lottano e vanno avanti” dice. Azzurra, infatti, fa volontariato al SAAD (Servizio d’Ateneo per le Attività di studenti con Disabilità. Il servizio aiuta gli studenti disabili provvedendo ad accompagnarli nelle aule e in sede d’esame se hanno problemi nel camminare, e dà informazioni telefoniche sui programmi e sugli esami a quelli che vogliono iscriversi o che non possono andare spesso in facoltà a causa della loro disabilità. Ha quasi dell’incredibile la determinazione di questa ragazza, che avrebbe tutto il diritto di lamentarsi per gli ostacoli che deve superare ogni giorno, cosa che non fa assolutamente, sottolineando, anzi, la sua fortuna rispetto ad altri casi. Per andare da casa sua all’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli, dove frequenta con profitto il terzo anno di Scienze dell’Educazione, Azzurra deve prendere due autobus e una funicolare sempre affollati, attraversare una città dove le strade sono un percorso a ostacoli. In queste condizioni una disabilità lieve come la sua può diventare una pesante barriera sociale. “Ho un equilibrio traballante - spiega Azzurra - e ho bisogno di una persona che mi aiuti a non perderlo, che mi dia una mano a salire e scendere le scale quando non c’è una ringhiera dove possa sostenermi”. Ad aiutarla negli spostamenti ci sono i giovani operatori del Telesoccorso, che Azzurra può chiamare quando ne ha bisogno. Azzurra parla con entusiasmo della sua esperienza a servizio degli altri: “Rispetto ad altre persone disabili sono fortunata, esco, ho una comitiva. Da quando studio all’Università, poi, sono come rinata. Rispetto alle superiori c’è una maturità diversa: lì mi prendevano in giro per come cammino, mi lanciavano degli sguardi un po’ strani, qui ho invece tante amiche fidate, e anche la possibilità di aiutare ragazzi più in difficoltà di me”. E continua: “L’università Suor Orsola è famosa in tutta Italia per il servizio rivolto agli studenti disabili. Ti offre un’opportunità in più ma sta a te scegliere di integrarsi o meno. Tutte le ragazze che partecipano al tirocinio del SAAD ci mettono il cuore, perché prima di tutto vieni visto come una persona. Qui tutti hanno dei problemi che sono gli stessi degli altri, riguardano l’università, lo studio, e la disabilità viene messa in secondo piano  perché viene privilegiata la persona, mentre a volte la disabilità viene vista come una macchia. Qui invece sei uno studente che vuole studiare e ha diritti uguali agli altri”. Il suo sogno? Laurearsi e poter lavorare un giorno in un’associazione per offrire un sostegno sia pratico sia psicologico ai giovani in difficoltà. (11.8.06 ore 16:57)

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