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SPETTACOLI & CABARET

Successo dell’Enrico nazionale con “NOIO VULEVÒN SAVUÀR…ancor”. Enrico Montesano fa tremare il Comunale di Caserta.

di Giuseppe Sangiovanni

L’esilarante spettacolo replicato questa sera e domani

Per andare… dove dovete andare… dovete andare in Via Mazzini ed entrare nel teatro comunale che tremerà per circa due ore- per le risate del pubblico presente- strappate dall’Enrico nazionale-particolarmente amato all’ombra della Reggia. Pubblico che riempie il teatro con il genere comico- che chiede “facce ridere”! Che stenta a far decollare il teatro classico- all’opera ancora con troppe poltrone celest. Quinto appuntamento della stagione teatrale casertana. In scena l’istrionico Enrico Montesano(anche regista)- con il suo nuovo e divertente recital dall’emblematico titolo “Noio vulevòn savuar…ancor”, di Vaime, Fano, Vianello, Montesano: preso in prestito dalla celeberrima domanda di Totò a Piazza Duomo a Milano, nel film Totò Peppino e la Malafemmina. Un titolo che è tutto un programma, dal momento che Montesano, con il suo consueto garbo, vuol riportare in scena un genere di intrattenimento che sembra lontano ma i cui segni vivono ancora oggi negli spettacoli più riusciti. Un viaggio ideale nella comicità, nello sberleffo classico ed intramontabile che, da Totò in poi, ha caratterizzato decenni di spettacolo all’italiana, e che ha fatto registrare per il Teatro Comunale di Caserta l’ennesimo tutto esaurito. Il recital prende le mosse dall’intenzione degli autori di verificare se e in che maniera sia ancora possibile, nel XXI secolo, la “rivista”, genere teatrale che appunto trae le sue gloriose origini nello stile di vita dell’Italia degli anni quaranta-cinquanta. Percorrendo all’indietro, ma con lo sguardo al futuro, la storia di questo genere, dunque, Enrico Montesano tenta un esperimento, il divertimento puro, classico, senza neppure provare il salto nella satira, giudicata noiosa perché sempre più strumentale ed “organica a…”. In scena dunque la grande forza di un attore fra i simboli della comicità all’italiana, che mantiene da sempre intatta la propria identità artistica nonostante le numerosissime maschere indossate in oltre trenta anni di carriera e celebrità; ma anche, a supporto ed arricchimento di questa enorme capacità istrionica, un corpo di ballo di sole affascinanti donne ad animare i numeri musicali che costellano tutto lo spettacolo, ed una spalla perfetta, Goffredo Maria Bruno. (16.12.05 ore 20:41)

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