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SPETTACOLI & MUSICA “Suoniamo per trasmettere il nostro mondo.” Questo ed altro ci ha detto Roberto Langella, il batterista degli Axiom, gruppo emergente di Grottaminarda (Av) e vincitore del premio della critica allo Zoster Festival. di Maria Ianniciello Roberto come è nato il vostro gruppo e quanti siete? E’ nato casualmente. Nel 2004 mio cugino, che è segretario dell’Azione Giovani di Alleanza Nazionale, voleva fondare un gruppo per realizzare una cover neofascista. In quella occasione ho incontrato gli altri ragazzi (alcuni di loro non fanno più parte del gruppo). Dopo un po’ di tempo abbandonammo il partito sia perché non rispecchiava i nostri ideali sia perché, a livello musicale, siamo apartitici. Non ci piace stare sotto una bandiera. Siamo in cinque. Rocco Cantelmo è il nostro bassista. Da premettere che abbiamo tutti dei nomignoli. Rocco lo chiamiamo “Zorba il Bulgaro”. Alla voce c’è Domenico Carrara, chiamato “Domens”; Tony Minichiello è il nostro chitarrista e compositore…simpaticamente è definito “Maestro Tigre”; Daniele Schena è il più piccolo…ha sedici anni e suona la chitarra. Lui non ha un vero soprannome…a volte lo chiamiamo “Wilde”. Poi ci sono io…Roberto Langella, suono la batteria e sono stato soprannominato “Zuzzo il Marcio”. Cosa volete trasmettere mediante i vostri pezzi? Suoniamo per trasmettere un messaggio…suoniamo per trasmettere emozioni…ideali. Il nostro è un messaggio molto profondo. Il motto del gruppo è: “Sii te stesso al di fuori di tutto ciò che ti circonda.” L’uomo ha perso, a causa di questa società che io definisco “barocca”, la propria interiorità e il proprio individualismo. Noi siamo alla ricerca di questa individualità! Ad esempio, il pezzo “Nato già morto” parla dell’uomo che ha trovato la morte appena è venuto al mondo. Cioè ogni essere umano appena nato si è imbattuto in un mondo che l’ha marchiato a fuoco e perciò non ritroverà mai le propri origini. E’ importante sciogliere le catene della morale e di tutto ciò che non ci lascia liberi di agire e pensare. Sciogliersi dalle catene della morale vuol dire “liberarsi” dalla religione? Qual è il vostro rapporto con la Chiesa Cattolica e con le religioni? Nei nostri testi vi sono degli accenni contro la Chiesa e la religione. Premetto che siamo antiecclesiali, ma non tutti siamo atei. …soltanto io e il cantante. C’è molta eterogeneità nel nostro gruppo. Per esempio il bassista Rocco è pragmatico, però è anche mistico. Hai detto che sei ateo. Cosa intendi per misticismo? Visto che spesso il concetto di misticismo è molto legato al metafisico. Non bisogna essere religiosi per poter emanare una dose di misticismo. Il misticismo, per me, è qualcosa che si vede, ma non si riesce ad afferrare. L’essenza di Rocco non si può afferrare. Cantate in Italiano? Si. Noi abbiamo il coraggio di far comprendere quanto diciamo. La musica è un mezzo per trasmettere il nostro messaggio. Noi non siamo musicisti…siamo filosofi. Dimmi due aggettivi che usate per definire la società. E’ una società estetica ed egoistica. Non si apprezzano più le cose semplici. Il progresso, paradossalmente, ha portato regressione a livello umano. Quali sono le cose semplici? Stare insieme. Per noi, suonare dinnanzi a due persone è come suonare dinnanzi ad un milione di persone. Siete mai stati soggetti a pregiudizi? Si. Siamo nati due anni fa e la gente ha speculato su di noi…solo perché eravamo giovani ed inesperti. Poi abbiamo detto basta e ci siamo limitati negli spettacoli. Il nostro intento è trasmettere e se non puoi farlo è meglio non suonare. Abbiamo, così, selezionato le serate in base alle nostre aspettative. Dove vi riunite? Ci riuniamo a casa mia…in campagna, mentre al di fuori della musica ci riuniamo nella mansarda di Rocco. Avete vinto il premio della critica allo Zoster. Come avete vissuto questa esperienza? E’ stato bellissimo. Non ci aspettavamo che ci chiamassero. Questa estate abbiamo suonato tanto, oltre allo Zoster …ci siamo esibiti al centro sociale di Grottacapovolta e abbiamo ottenuto anche il terzo posto al FokArtFest di Fontanarosa. Abbiamo suonato nei locali all’aperto. Insomma, dopo un anno di lavoro, abbiamo raggiunto importanti traguardi. Un’ultima domanda…più che altro è una curiosità. Hai detto che il vostro è un gruppo apartitico. C’è, però, un partito politico in cui vi identificate un po’ di più? Gli altri non si interessano di politica…io sono di Rifondazione Comunista. Considero il comunismo un affascinate utopismo. Il mio è un Comunismo-Cristiano, in quanto io considero Gesù una grande persona , che ha diffuso un nobile messaggio. Non credo, però, all’anima, né al soprannaturale. Credo che da sempre ci impongono delle norme morali sotto le catene dell’anima. Avete un sito internet dove i nostri lettori possono “conoscervi” meglio e magari anche contattarvi? Si. Il sito è www.punkaxiom.it 17.1.07 ORE 23:54 |
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