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SPETTACOLI & TEATRO

Al Teatro Carlo Gesualdo di Avellino il Balletto di Roma con la partecipazione di Andrè De La Roche ha presentato “Lo Schiaccianoci”. Il balletto che continua a far sognare intere generazioni.

di Maria Ianniciello

Atmosfere incantate…personaggi dai corpi fluttuanti ed evanescenti….una bambina che si appresta ad abbandonare la magia dell’infanzia per entrare nel mondo degli adulti. Tutto ciò è lo “Schiaccianoci”. Il balletto, che su partitura di P.I. Caikovskij e coreografie di M.Petipa e del suo allievo Ivanov, divenne l’icona della danza novecentesca. Il balletto, che fu rappresentato per la prima volta il 18 dicembre 1898 al teatro Mariinskij di San Pietroburgo, deriva dal racconto di Hoffman “Lo Schiaccianoci e il re dei Topi”. Fu rivisto da Dumas, a causa della brutalità di alcune scene. Il Balletto di Roma con la regia di Mario Piazza, la partecipazione straordinaria di Andrè De La Roche e la rielaborazione di Riccardo Reim, martedì 9 e mercoledì 10 gennaio 2007, ha consentito agli spettatori del Carlo Gesualdo di Avellino di immergersi nel mondo surreale, creato dalla mente di Clara. E’ la vigilia di Natale. Ogni anno a casa di Clara viene organizzata una grande festa. Il signor Drosselmeyer, un amico di famiglia, porta alcuni regali ai bambini. Clara riceve uno schiaccianoci, ma Fritz, il fratello della piccola, lo rompe per dispetto. Il signor Drosselmeyer glielo aggiusta e la bambina, stanca per le danze incessanti, si addormenta. Comincia così il viaggio onirico di Clara. Lo schiaccianoci si trasforma in un essere vivente, che insieme alla bambina dovrà lottare contro i topi e il loro malvagio re. I due riescono ad uccidere il re dei topi e si avviano verso un castello incantato, dove incontrano la fata dei confetti, che offre loro, durante una magnifica festa, dolci di ogni nazionalità. Poi…tutto svanisce e Clara si risveglia con lo schiaccianoci- ridiventato un giocattolo- tra le braccia. Intorno a lei ogni cosa acquista un sapore amaro. Si accorge che i suoi genitori tra qualche tempo non potranno più proteggerla e dovrà proseguire il suo cammino esistenziale in piena autonomia. La bambina dello “Schiaccianoci” incarna l’infanzia odierna, la cui mente viene invasa da immagini di morte e distruzione e perciò si ritrova con tragicità e prepotenza nella vita adulta. Tuttavia il sogno di Clara simboleggia quello di intere generazioni. A chi non è mai capitato di sognare topi parlanti, fate e dolciumi di vario genere? E’ l’armonia dei ballerini, che volteggiano nella loro danza onirica… sono le musiche dolci…tragiche e popolari a dare eternità allo “Schiaccianoci” e a permettere a chi ne ammira la magnificenza di uscire dai teatri con volto sognante. (12.1.07 ore 13:37)

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