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SPETTACOLI & TEATRO Napoli mediante “C’era una volta…scugnizzi”. Il popolare musical è tornato al Carlo Gesualdo di Avellino. di Maria Ianniciello “Il problema napoletano è irreversibile! Napoli non cambierà mai!!” Queste parole sono pronunciate da molti italiani. Io mi chiedo…come possono alcune persone discutere e lanciare giudizi su una città mai visitata? Come si può tentare di risolvere i problemi di Napoli senza conoscerne i quartieri…la gioventù…la sua vera essenza? Il musical di Claudio Mattone “C’era una volta…scugnizzi” mette in scena una gioventù, che sa dire “No” alla malavita e alla fine, in nome della musica, sceglie il bene anziché in male. “C’era una volta… scugnizzi”, che è stato rappresentato con successo al Carlo Gesualdo dal 24 al 26 novembre, è la storia di due reduci dell’istituto di correzione di Nisida: Saverio De Lucia, interpretato da Sal Da Vinci e Raffaele Capasso, detto “ ‘o russo”, interpretato da Pietro Pignatelli. I due si incontrano dopo venti anni. Saverio è diventato prete e si occupa del recupero dei ragazzi del quartiere, mentre “’o russo” è un camorrista, che usa gli stessi ragazzi per lo spaccio della droga. Tra i due nascerà un feroce scontro e “’ O russo” ucciderà Saverio, ma questa morte darà agli scugnizzi la forza di ribellarsi e, attraverso il grido:“’o russo è ‘n òmm’ ‘e merda” di dire no alla criminalità. Don Saverio deve lottare non solo contro la camorra, ma anche contro le Istituzioni e, soprattutto, contro le forze dell’ordine, che appaiono rigide nelle loro uniformi. Napoli può uscire dal suo disagio soltanto quando i politici finalmente cominceranno a tacere e alle chiacchiere sostituiranno i fatti. Il problema napoletano non è irreversibile. La carenza di obiettivi e di valori, che sta investendo tutto l’Occidente, a Napoli si amplifica. I giovani ( me compresa) sono assetati di saggezza e hanno bisogno di guide autentiche e non di burattini che si lasciano manipolare dalla mafia… (28.11.06 ore 16:34) |
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