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SPETTACOLI & MUSICA

Enzo Avitabile a Sant’Agata dei Goti (BN). Un talento al servizio della musica alternativa.

di Angela Pietronigro

“Non sono il tipo di cantante che arriva sul palco e fa la stella. Voglio un contatto umano con la gente che viene al concerto. Io non ho fan, ho gente che ama la mia musica e mi segue, con loro si è creato un rapporto di pseudo-fratellanza. Chi viene a vedere Enzo Avitabile, viene a vedere uno di loro.” Si racconta cosi, il musicista partenopeo che la sera del 1 Agosto ha stregato il pubblico santagatese in piazza ex-mercato. La sua passione per la musica nasce in modo quasi irrazionale. Tutto ha inizio quando suo fratello impara a suonare la chitarra. A quell’epoca, le note che ascolta sono quelle del juke-box di paese e, grazie ad esse, impara ad amare i ritmi dei neri americani. Sogna di poter suonare come loro un giorno, di poter suonare con loro. A soli sette anni già si esibisce nei locali americani di Napoli. Nel corso degli anni lavora con importanti artisti nazionali ed internazionali arrivando a duettare con il grande James Brown. Realizzato il suo sogno di bambino, si accorge che quel punto d’arrivo costituisce, per la sua carriera, un punto di partenza, un percorso che l’avrebbe condotto alla scoperta di un linguaggio personale, originale, da proporre e portare nel mondo. “Il vero obbiettivo per ogni artista” dice “è diventare musica.” Il suo percorso all’insegna della sperimentazione lo ha guidato, negli ultimi tempi, a “tornare alla fonte”. Il suo scopo è quello di recuperare i suoni tradizionali della Campania, quelli del mandoloncello e della chitarra napoletana, e di fonderli con quelli acquisiti: basso, batteria, tastiera e fiato (strumenti di origine anglo-americana che negli ultimi 50 anni hanno colonizzato la nostra musica). Per completare l’opera, ha sottoposto questi ultimi ad un processo di dis-americanizzazzione: “ho eliminato tutti gli elementi americani da strumenti che già di per sé erano americani”. Dal ritorno alla fonte nasce l’idea, per “Salvamm’ ‘o munno”, di contaminare il suono del suo sassofono con il ritmo antico delle botti e dei tini, ritmo legato alle tradizioni contadine del XIII sec. Enzo Avitabile & Bottari prendono a girare il mondo con un sound davvero originale. “I Bottari non sono percussionisti,” spiega “i Bottari sono il lavoro, la campagna, la purezza dei giovani. Si tratta di un rito di iniziazione ed io ho voluto renderne partecipi i grandi della musica world che hanno accettato.. contaminandoci ma non colonizzandoci.” Il tema proposto nel nuovo cd “Sacro Sud” è quello della santità che nasce dal cammino dell’uomo. L’attenzione è focalizzata sulla figura di Sant’Alfonso Maria de’ Liguori e sui suoi temi, rivisitati ed attualizzati dall’estro di Avitabile. Ad accompagnarlo in questa avventura il quartetto santagatese della “Polifonica Alphonsiana” composto da Mario De Rosa (che suona il mandoloncello nel gruppo di Avitabile), Ornella Piscitelli, Francesca Adamo e Pietro Rainieri. “Questa polifonica mi piace perchè è colta ma nasce dal popolo, non dimentica il suono del presepe, della strada, rappresenta il popolo che entra in chiesa alla ricerca di un canto che diventi preghiera.” Con loro Avitabile ha imparato l’arte della sovrapposizione: “Le mie declamazioni diventano in “Sacro Sud” una preghiera spontanea. Purtroppo la preghiera spontanea a volte diventa un po’ denuncia perchè quando uno si prende troppa confidenza con il Signore deve anche trattare i disagi e le sofferenze del territorio.” Sant’Alfonso ed Avitabile hanno in comune la terra d’origine: Marianella. Prima di realizzare quest’opera, il musicista racconta di aver visitato la casa del santo e di avergli rivolto una preghiera: “Per favore se a te non piace quello che sto facendo tu non farmelo fare. Per te è sarà facile mettere degli ostacoli al mio lavoro.” Il risultato è un progetto durato quasi 5 anni al quale il musicista dice di tenere cosi tanto da non porsi il problema di tenerci: “Se la gente lo compra ne sono felice ma non si tratta di un prodotto”, “per me gli ultimi due dischi, “Salvamm’ ‘o munno” e “Sacro Sud”, sono due opere in quanto nascono come volontà di diffusione di un messaggio. Se diventano prodotti come nel caso di “Sacro Sud” che è un disco molto venduto, ne sono fiero ma non parto mai dal presupposto di creare un prodotto perché un prodotto non potrà mai essere un opera.” Il messaggio che Enzo vuole diffondere è più una richiesta d’aiuto per i popoli del sud del mondo afflitti dalla guerra e dalla fame. Una tematica quanto mai attuale se si pensa al conflitto che interessa la Palestina nelle ultime settimane. Eppure nella sua vita esiste un altro “Sud”: il nostro sud. La cosa che teme di più è la disoccupazione, un fattore che spinge moltissimi giovani sulla strada della criminalità. “Bisogna continuare a muoversi dall'altra parte della strada, cercando di non svendersi, rimanendo fedeli a se stessi, alle proprie idee, anche se non è facile.” Questo il principio guida della sua vita e della sua carriera. “Non si tratta di una scelta” afferma “io la penso cosi: se una cosa non mi convince.. non la faccio.” Secondo Avitabile, un artista deve prendere una posizione, non solo da un punto di vista musicale: “Perché non si possono fare discorsi per l’Unicef da un panfilo di 35 metri!” I suoi progetti per il futuro? Forse tra 10 anni un cd di musica classica come compositore ed un’opera buffa, moderna. Nulla di più adatto per un artista poliedrico e spontaneo come Enzo Avitabile. (11.8.06 ORE 16:47)

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