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Il Mostro Burocrazia colpisce ancora. L’incredibile
odissea di Domenico Civitella, anziano pensionato di Caiazzo VITTIMA DEL
KILLER BUROCRAZIA! Dopo venti anni vissuti in un mattatoio, gli assegnano
l’alloggio, ma cavilli e vessilli infrangono il sogno: Ora vive in un’ex
stalla.
di Giuseppe Sangiovanni
Caiazzo(Caserta)
- Chi ha avuto a che fare con uffici pubblici, conosce benissimo il
vocabolo burocrazia. In Italia di burocrazia si muore. Gli ultimi governi
si sono attivati, per migliorare la funzione pubblica, ma ancora non sono
riusciti a snellire iter e procedure insopportabili, per il disgraziato
utente. Cittadini perenni vittime del “mostro”, che sotto le mentite
spoglie di impiegati, presentano alla vittima di turno e con sottile
piacere l’ulteriore modulo o spiegando che una legge dell’ultimora
gli ha fatto perdere i requisiti per chiudere la pratica. Come pressapoco
successo a Domenico Civitella (nella foto) - un pensionato
ultrasettantenne, di Caiazzo- in attesa di un alloggio dal lontano 1980-
dopo che il sisma aveva danneggiato severamente la sua abitazione. VENT’
ANNI IN UN MACELLO Per venti anni parcheggiato dal sindaco di allora in
due stanze del mattatoio comunale, il suo tremendo calvario sembrava
finito. Incredulo e felice, quando il primo dicembre 2000 gli fu
notificato dal Comune di Caiazzo, nella persona del Sindaco un decreto,
dal quale si evinceva l’assegnazione di alloggio IACP, facente parte dei
fabbricati siti in Caiazzo, con l’obbligo per il medesimo di occuparlo
stabilmente entro e non oltre giorni trenta dalla data di consegna. Gioia
incontenibile quando il 15 maggio 2001 riceve avviso di convocazione, per
la scelta dell’alloggio indicato. E’ il 16 maggio, il d-day, il giorno
che Domenico aspetta da una vita. Si alza come sempre di buon mattino e si
reca nella Casa Comunale, con il cuore che va a mille per l’emozione: un
cuore stanco, malato – che fa i capricci - che debilita la sua fibra
sempre più debole negli anni. FINITO IL CALVARIO E’ tra i primi a
presentarsi, sale le scale della Casa Comunale raggiante: è finito il
calvario, dice a se stesso. Non sarà cosi. Il mostro burocrazia alla fine
delle scale sarà pronto a colpirlo: materializzatosi sotto le spoglie di
un funzionario dell’IACP (Istituto Autonomo per le Case Popolari) - che
avvicinandosi all’incredulo Civitella, con un modulo per la scelta
alloggi in mano- invita lo stesso a firmare. Finalmente le chiavi? Macché!
Alloggio andato in fumo. Quella casa non gli spetta, la crudele sentenza
del funzionario: poiché l’appartamento risulta inadeguato al nucleo
familiare, perché lo sfortunato anziano vive da solo. Rabbia, sconforto,
cattivi pensieri invadono la sua fragile mente - provato già da un’esistenza
non facile. Non gli resta che tornarsene a casa, nel macello comunale, in
una casa che potrebbe ospitare solo bestie, in attesa di macellazione.
Giorni durissimi, notti insonni- con l’incubo alloggio sfumato, con i
fotogrammi del funzionario che emette l’amaro responso. Si chiude a
riccio, la malinconia ben presto si trasforma in depressione. Il pensiero,
vola sempre lì, giorni e notti da incubo- a pensare all’alloggio
fantasma. Troppo grande il dolore, che vive in dignitoso silenzio. Senza
protestare, urlare la sua rabbia o abbandonarsi a sceneggiate- potrebbe
affidarsi a Bacco, dimenticando tutto per qualche ora: non lo farà mai-
Domenico è persona retta, squisita, buona, indulgente, delicato. Una
persona che dopo lo smacco è divorato dalla collera e dall’ansia.
REQUISITI PER L’ASSEGNAZIONE BALLERINI Appare singolare che la
documentazione presentata da Civitella, poi incluso dalla Commissione
Assegnazione Alloggi-nella graduatoria definitiva al n.7- avesse prima
tutti i requisiti per decretare l’assegnazione- successivamente negata
dall’IACP. Chi ha stilato la graduatoria definitiva, sapeva che
Civitella viveva da solo. Com’è potuto accadere tutto ciò? Beffa
tremenda, per il settantunenne caiatino, “trombato” dalle leggi di uno
stato italiano miope – che poi si lamenta per l’attaccamento alla
bandiera italiana e all’inno- ritrovatosi al posto delle chiavi, con le
classiche mosche in mano. Ma dulcis in fundo, alla sfortunata vittima il
30 gennaio 2001, è notificata dal Comune di Caiazzo l’ordinanza di
sgombero, dal mattatoio comunale, occupato per venti anni, “abusivamente
per l’ente”. Il dramma continua. Interviene la forza pubblica: al
danno la beffa, sgomberato e pure multato. Provvedimenti illegittimi: dopo
mesi provati con l’esibizione di una delibera (la 183), emessa dalla
Giunta Comunale, che attesta la sistemazione nei locali del macello
comunale- avvenuta di fatto nei primi anni “80 e certificata da atti nel
1986. Sgombero poi avvenuto- parcheggiato dal Comune in un’ex stalla,
ristrutturata dal Comune: una cella umidissima d’inverno e caldissima d’estate-
sicuramente poco idonea per Civitella, cardiopatico e diabetico. UNO STATO
PER NEMICO Questa la triste storia di un uomo avanti negli anni, senza
voce per gridare allo scandalo. Per fare luce sui responsabili di questa
vergognosa storia ci sarebbe la Magistratura, ma i tempi della giustizia
civile sono lunghi. Dieci anni spesso non bastano per un giudizio. Quelle
chiavi del nuovo alloggio forse il pensionato caiatino, non le avrà mai
tra le mani. Tutta colpa della burocrazia.Come possono i tanti Civitella
italiani sventolare con vigore la bandiera italiana e cantare ad alta voce
l’inno di Mameli? Tutta colpa di uno Stato, che alcune volte tratta i
cittadini come acerrimi nemici.Quanti ergastoli meriterebbe lo stato
burocratico che, conduce al suicidio, cittadini stufi delle pastoie all’italiana ?
La burocrazia uccide senza pietà.
24.11.07 ore 16:54 home
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Rosario
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