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SU QUESTI TERRITORI SI CONTINUA A LAVORARE IN NERO E SI VIOLANO LE NORMATIVE SULLA SICUREZZA ANTIINFORTUNISTICA DICHIARAZIONE DI CIRO CRESCENTINI DIRIGENTE PROVINCIALE DELLA FILLEA CGIL DI NAPOLI

“Sono d’accordo con il Prefetto di Napoli Alessandro Pansa. I controlli e le ispezioni sui posti di lavoro vengono fatti con superficialità. Gli ispettori del lavoro e delle Asl si limitano a guardare qualche busta paga, a comminare qualche multa che subito dopo viene dimezzata con le conciliazioni monocratiche. Nei giorni scorsi l’ispettorato del lavoro ha visitato decine di volte i cantieri per la realizzazione della Metropolitana di Napoli mentre su interi territori – diventate vere e proprie zone franche per imprenditori senza scrupoli - da tempo non vengono effettuate sopralluoghi o ispezioni: S.Giovanni a Teduccio, Sanità, Pianura, Soccavo, Piscinola, Secondigliano, Casavatore, Casoria, Afragola, Grumo Nevano, Casandrino, Frattamaggiore, Acerra, Ischia, Procida, Villaricca, Giugliano. Su questi territori almeno settecento operai edili operano in grigio o in nero senza diritti e senza dignità. Le norme per la tutela della salute e la sicurezza antinfortunistiche sono un optional. Migliaia di lavoratori contraggono malattie professionali come la silicosi nell’indifferenza generale degli ispettori delle asl. Qualche giorno siamo stati costretti a segnalare al 117 della Guardia di Finanza le illegalità e lo sfruttamento di undici lavoratori edili – compresi tre lavoratori immigrati - in un cantiere edile di Casandrino. Grazie al tempestivo ed efficace intervento dei “baschi verdi” si è posto fine alle illegalità. Sul territorio di Casandrino gli ispettori del lavoro sono assenti da tempo. Eppure basterebbe attivare controlli incrociati. Allora, sono legittime alcune domande. Perché gli ispettori delle Asl e del lavoro non acquisiscono gli elenchi dei cantieri in corso di esecuzione ed i nominativi delle imprese dalle centinaia di committente pubbliche e private? Perché non raffrontano le somme salariali indicate sulle buste paghe con quelle effettivamente uscite dai conti correnti delle imprese? Perché non chiedono le visure camerali su ogni singola azienda? Perché, troppo spesso, le imprese riescono ad essere informate preventivamente sull’arrivo degli ispettori? Perché gli operai vengono interrogati in presenza del datore di lavoro? Quante conciliazioni monocratiche – una sorta di condono - sono state stipulate dopo le visite ispettive?” (5.5.07 ore 16:44)

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