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SPECIALE L'INCHIESTA SU COMUNI SCIOLTI PER INFILTRAZIONI NEL CASERTANO La vicenda IL COMUNE DI CASALUCE SCIOLTO PER INFILTRAZIONI CAMORRISTICHE di Emiliana Cristiano
L’approfondimento NAPOLETANO E CASERTANO, INFERNO D’ITALIA di Paolo Esposito
Bastano undici consiglieri che si dimettono perché la notizia passi ai giornali come un normale “scioglimento per motivi politici”, ma la situazione ci fa riflettere. Ancora prima, nella settimana tra il 16 e il 23 Luglio, al comune di Casapesenna si insediava una commissione d’accesso per provvedere ad una serie di controlli per sospetti di infiltrazioni camorristiche anche in questo comune. Diamo ora un’occhiata ad alcune fonti del Ministero dell’Interno che si riferiscono alla Provincia di Caserta: alle scorse politiche si è recato a votare il 79,1% della popolazione. E all’ultimo Referendum, quello sulla Costituzione Italiana, che più di tutte le altre elezioni sarebbe dovuto interessare alla collettività? Per quello in cabina si è recato solo il 38,1% con una media nazionale che superava il 53%. Passiamo alle ultime elezioni comunali: a Frignano si è recato a votare l’83,7%; a Gricignano il 90,6%; a Orta di Atella l’83,1%; a Parete l’85,1%; a San Marcellino l’86,8%; a Succivo l’84,2%. Perché rispetto a un Referendum alle politiche troviamo una così alta percentuale di votanti, in modo particolare per l’elezione delle amministrazioni comunali? Da questi dati traspare, purtroppo, che è ancora vivo il fenomeno del clientelismo, mi riferisco alla stretta connessione tra camorra, politica ed istituzioni. Partiti, politica e clientelismo nella nostra terra hanno viaggiato e continuano a viaggiare sempre insieme e la responsabilità non può che essere della vigliaccheria e dell’immoralità della politica, che fa affari, che cerca il consenso, che fa finta di non vedere, costi quel che costi. Dal 1991 (anno in cui è stata approvata la normativa sul commissariamento delle amministrazioni infiltrate) al 31 maggio 2005 sono stati 135 i Comuni sciolti per infiltrazioni di tipo mafioso. Alcuni di essi hanno subito il provvedimento più volte, facendo contare 152 esecuzioni. La Campania è la Regione da sempre in testa alla classifica, con 59 Comuni; seguono Sicilia (36), Calabria (32), Puglia (6), Basilicata (1) e Piemonte (1), unica regione del Nord Italia ad essere stata interessata dal fenomeno. Negli ultimi tre anni sono state però soltanto tre le Regioni colpite: in testa la Calabria (9 Comuni), seguita da Sicilia (5 Comuni) e Campania (3 Comuni). In base alla distribuzione per province, capofila risulta quella di Napoli (33), seguita da Reggio Calabria (20), Palermo (18), Caserta (17). Ma nell'ultimo triennio è la provincia di Reggio Calabria a contare il maggior numero di Consigli comunali sciolti. Nel 2004, in particolare, attentati e intimidazioni a danno di politici, amministratori e imprenditori sono aumentati. A differenza dei casi registrati in Sicilia e in Campania, i Comuni calabresi in questione non erano mai stati toccati dal fenomeno e hanno avuto vita più breve rispetto a quelli delle altre Regioni: nella maggior parte dei casi, infatti, per l'applicazione del provvedimento di scioglimento non sono trascorsi più di due anni dalle elezioni amministrative. Ma le giunte comunali non sono le uniche istituzioni ad aver subito l'onta dello scioglimento per infiltrazioni camorristiche. Nell'ottobre del 2005, infatti, fu sciolta l'ASL Napoli 4 che comprendeva 35 comuni suddivisi in 11 distretti sanitari per i comuni di Poggiomarino, Casalnuovo di Napoli, Nola, Marigliano, Roccarainola, San Giuseppe Vesuviano, Somma Vesuviana, Palma Campania, Volla, Acerra e Pomigliano d'Arco, per un bacino di utenti di circa 600mila abitanti. Altri Comuni sciolti, tra il napoletano e il casertano, nel corso degli anni ’90, sono stati Afragola (nel 1999); Portici e a seguire una serie di Comuni sciolti ognuno due volte: Casandrino; Casapesenna; Casal di Principe; Grazzanise; Nola; Poggiomarino; Pompei; Villa di Briano. Poi ancora abbiamo il recentissimo caso di Melito, sciolto il 22 Dicembre 2005, mentre sempre nel Dicembre 2005 il Comune di Pozzuoli è stato commissariato per sospetti di infiltrazioni camorristiche. Il 23 Luglio 2004 era stata la volta invece di Marano e nel 2003 quella di Frattamaggiore. E intanto il giornalista Roberto Saviano, già autore di Gomorra, libro-inchiesta su un territorio atipico, in cui una consistente massa preme ogni giorno per entrare nel mercato imprenditorial-criminale, considerato unica fonte sicura di vita e sostentamento per la propria famiglia, torna a far parlare su L’Espresso della sua, della nostra città. Perché quando si parla di Napoli si parla di Aversa, Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa, Casapesenna, e non solo. Una grande fetta della Provincia di Caserta contaminata dalle "attività imprenditoriali" di gente in giacca e cravatta. In molti si spacciano per politici, ma poco conoscono del vero significato di questo termine. La stragrande maggioranza dei politici qui lo fa per soddisfare gli interessi propri e dei parenti e amici che li hanno votati. A volte ci chiediamo come mai almeno il 90% dei nostri politici qui si occupino di edilizia, è possibile che sia l'unica fonte di guadagno? Si, l'edilizia fa da trait d'union tra l'attività dei politici e quella della criminalità organizzata, con dei Piani Regolatori che esistono solo su carta e le nostre città che, ormai sommerse da palazzi, non respirano più. Se negli anni '90 la camorra uccideva oggi si occupa, tra l'altro, di un'attività redditizia che, sulle prime, mostra una parvenza di regolarità, di normalità. Questo è ciò che ci spaventa! Tutto è ritenuto normale, nessuno fa nulla e la nostra terra continua a sprofondare nell'inferno più assoluto. A questo punto ci domandiamo a cosa servano tutti questi convegni in pompa magna, a cosa serve aumentare il numero delle forze di polizia, a cosa serve discutere ancora di ciò se non cambia la mentalità della stragrande maggioranza delle persone che vivono qui? Noi pensiamo che non cambierà mai e non siamo certo pessimisti, ma realisti. Leggendo i commenti all'articolo di Saviano su L’Espresso la nostra attenzione si è concentrata su uno, crudo, amaro, ma reale, di un ragazzo che si firma "Sabalota": "Mi viene da piangere, solo da piangere. Tengo 22 anni, sono di S. Giovanni a Teduccio, sono napoletano e non posso essere qualcosa di diverso, mi viene di alluccare, solo di alluccare. Tengo voglia di una vita normale, di una passeggiata normale, di essere un giovane occidentale. Mi viene di scappare, solo di scappare. Ma tengo pacienza e nun me ne vaco, nun me ne vaco, me acciressero, ma nun me ne vaco!!! Napoli, quanto vorrei lasciarti, ma mò restare è una questione di principio!". La nostra terra è anche questo, dicevamo, l'inferno a pochi passi da Roma. L’intervista FRANCO NATALE SU CASALUCE di Paolo Esposito “E’ accaduto questo a Casaluce per il comportamento di un Sindaco che in venti anni ne ha combinate di cotte e di crude” – esordisce Franco Natale, ex capogruppo dell’opposizione al Comune e consigliere provinciale per oltre venti anni. “Il Comune non è stato sciolto per infiltrazioni lampanti; l’unico camorrista in tutto questo è stato proprio Proto Fedele, il Sindaco. Lui non ha mai dato spazio all’opposizione, si è circondato di una banda di alza-dito che votava le sue decisioni senza la possibilità di dibattere sulle proposte che venivano portate in assemblea. Le decisioni che venivano votate erano specialmente in materia di appalti di lavori pubblici che adesso, col l’insediamento della commissione straordinaria, sono tutti fermi. Ci sarà un motivo! Proto Fedele si rifugiava nella forza dei numeri e l’opposizione in tutto ciò è diventato un fatto coreografico, privo di valore e di fondamento. Natale ha incalzato affermando che l’ex Sindaco non ha dato la possibilità all’opposizione di proporre suoi provvedimenti. “Proto Fedele – continua Natale – è stato capace di mettere il bavaglio quasi a tutti ed ha avuto sempre comportamenti oltremodo oltraggiosi. Io avrei voluto che il mio paese evitasse questo marchio infamante per questo ho sottoscritto il ricorso al Tar, perché mi farebbe piacere se venisse tolta a Casaluce la macchia della camorra. Il nostro – sottolinea Natale – è un paese morto, non c’è più nulla: lui è riuscito a uniformare e zittire la nostra società”. Franco Natale ha concluso con una speranza, che l’ex Sindaco e il suo seguito riconoscano le proprie colpe e prendano atto, parole testuali, della loro assoluta incapacità. “Quelle poche cose che hanno fatto – conclude Natale – le hanno fatte male e purtroppo sperperando il denaro pubblico”. 14.10.06 ore 12:36 |
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