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Solopaca (BN). IL TUGURIO DEGLI ORRORI NEL MIRINO DI STRISCIA LA NOTIZIA. Il comune di Solopaca nel giro di un anno ancora nel mirino del tg satirico di Ricci

Solopaca(Benevento)- Dopo la discarica da guinness dei primati, il comune di Solopaca finisce ancora nel mirino di Striscia La Notizia- il tg satirico di Ricci- incalzante difensore civico degli italiani- richiesto a furor di popolo da tutta la penisola. Una storia di grande disagio- scovata e raccontata dal direttore del mensile sannita L'Altra Voce, Domenico Longo- poi finita all'attenzione di Giuseppe Sangiovanni, giornalista freelance casertano- che ha proposto con successo - a Fabio e Mingo gli inviati di Striscia- la casa degli orrori di Solopaca. Una storia fatta di immagini raccapriccianti- provenienti dal centro cittadino solopachese . Il tugurio abitato da un nucleo familiare, composto da quattro persone- che da anni vivono in condizioni allucinanti e disumane- affaccia sul centralissimo Corso Cusani, a pochi passi dal municipio. Nel girone infernale, "vivono"- Carlo Di Biase, 55 anni, la compagna, Martina Rivetti(non conosce la sua età)- entrambi con gravissimi problemi di salute- e due figli maggiorenni. Venti metri quadrati, per cucinare, mangiare, dormire, fare i propri bisogni. Uno scenario da quarto mondo. Venti metri di orrore: due minuscoli vani ubicati uno sull’altro e collegati da una scala estremamente fatiscente . 

Al piano terra, la cucina in uno stato igienico meglio narrato dagli olezzi che si possono percepire già dall’esterno. Un tavolo-per "elaborare" e consumare i poveri pasti. Il mobilio- sporco e rovinato. Il vecchio lampadario- funge da appoggio ad una più modesta lampadina pendente da un filo, la quale, per essere accesa o spenta, va svitata o avvitata a seconda delle esigenze. Le pareti completamente marce a causa delle abbondanti infiltrazioni d’acqua(il tetto è cadente), che hanno procurato alle pareti una muffa nera e maleodorante ai limiti della sopportazione. La camera da letto-situata al "piano superiore"- non è paragonabile neanche ad una stalla, con all’interno una sorta di lettone sul quale dormono i quattro componenti della famiglia Venti metri per riposare-dov'è impossibile per questa sfortunata famiglia persino sognare. Sognare un giorno di svegliarsi, accendere la luce, andare in un bagno decente, fare una doccia, fare i propri bisogni, tirare la "catenella", fare un bidè, riscaldarsi; volendo esagerare, bere un po di acqua fresca di frigorifero, rispondere al telefono.Tra le povere cose disperse nella "suite", spicca l'effigie di Padre Pio. Non riuscito nell'occasione a fare il miracolo. In una rientranza della scala, su una sorta di pianerottolo c’è il cosiddetto bagno, privo di porta(chi si posiziona sul water, lo fa “in assoluta trasparenza” rispetto agli altri componenti del nucleo familiare, essendo ben visibile sia dalla camera da letto che dalla cucina). 

L'otturazione della colonna fecale, avvenuta da mesi- ha creato altro gravissimo problema all'intero nucleo familiare- costretto - quando il water raggiunge un “buon livello”, a travasare gli escrementi in un secchio con una sorta di mestolo adattato per la circostanza, per essere infine versato ogni due giorni nella griglia della fognatura esistente sul Corso, nei pressi dell’abitazione. Esposti, denunce-finora a nulla servite. Silenzio totale delle istituzioni, civili e religiose. Chi ha rilasciato il certificato di abitabilità? Il sindaco responsabile della salute pubblica, gli assistenti sociali- perchè non sono ancora intervenuti? Gli interrogativi- posti dagli inviati di Striscia- al presidente del consiglio comunale, Luigi Salomone- che ha riconosciuto ed apprezzato il giornalismo di servizio e di denuncia della banda di Striscia- ribadendo in più occasioni la grande difficoltà a risolvere il problema della famiglia Di Biasio. Il servizio - realizzato dalla troupe di Ricci- che cerca di sensibilizzare enti ed istituzioni, spesso alla finestra- che cerca di dare voce ai più deboli- con un giornalismo ricco di denunce, inchieste su sperperi di danaro pubblico, condotte e trattate con il sorriso sulle labbra- andrà in onda nelle prossime sere su Canale 5. 

CURIOSITA', RETROSCENA E PARTICOLARI INEDITI DELLA REGISTRAZIONE Con il notes dietro la troupe di Striscia Tripudio scontato, per Fabio e Mingo, inviati di Striscia, arrivati a Solopaca alle 10.00 di venerdì scorso. La venerazione per i due “santi” mediatici, comincia all'altezza del (poco)civico 188- davanti al tugurio della famiglia De Biase Succede di tutto, completamente travolti dalla gente: uomini, donne e bambini, stupiti dall’improvvisa apparizione. Il delirio è collettivo, in tanti a stropicciarsi gli occhi, per il “miracolo”. Miracolo del tubo catodico. Accerchiati, acclamati, osannati a gran voce, a seguire abbracci, baci- ma il dovere li chiama, foto-ricordo e autografi, rimandati a dopo. Devono girare il servizio. Lo fanno- e all'uscita scoprono la ruota bucata del monovolume che li ha portati a Solopaca. “ Siete forti, vi vediamo ogni sera, continuate così”- il coro ricorrente della gente che li accompagna al comune- dove la troupe si reca per intervistare l'introvabile sindaco- volato per impegni nella capitale. “Fabio allora parli?”- grida un giovane- rivolto all’inviato sempre muto- fine autore e redattore Mediaset - che accenna a ridere. 

Parla Domenico Longo, il giornalista che ha scoperto la casa degli orrori di Corso Cusani IL DRAMMA UMANO NOTO ALLE ISTITUZIONI: NESSUNO SI E' MOSSO

Diceva bene Rosenthal, il vecchio direttore del New York Time: “Noi non siamo preti o suore, ma abbiamo dei valori etici e questi sono dettati soprattutto dal rispetto di se stessi e dalla professione.Il nostro ruolo è di far sì che gli altri non abusino del potere, il nostro compito è quello di andare, guardare e raccontare in nome e per conto dei lettori, che sono anche elettori. Si sa, quando un giornalista dice le cose come stanno, quando attacca, è sempre un brutto guaio- se poi “si spara” su soggetti istituzionali iperinadempienti, tutto diventa un gioco, un bersaglio facile. Un cronista, se dice la verità, puo’ infastidire, non farsi gradire “dalla cricca locale”, puo’ godere di cattiva fama, non è amato perché dice la verità. In tutto il mondo civile, sono i giornali, che giudicano l’operato dei politici, in nome e per conto dei lettori- informare, per le autorità solopachesi, diventa un crimine. Denigratori, demonizzatori, killer spietati: questi, i cronisti che informano- i cronisti la considerano una notizia, le menti Nobel solopachesi, opinioni omicida. Se fai sì che gli altri non omettono o non adempiono, diventi “wanted” con taglia.Buonista e di regime, altrimenti diventi un cecchino che imbraccia una penna-mitra. E' il caso di Domenico Longo, giornalista d'assalto, un giornalista scomodo- direttore del mensile "L'Altra Voce"- che "vanta" una gambizzazione(ferito a colpi di pistola)- forse figlia di una delle tante agguerrite inchieste pubblicate sul suo giornale. A Solopaca, non amano il suo ruolo, quello di un giornalista libero, senza tessere, senza padroni- il diritto di critica- da queste parti è optional prezioso. Quì è vietato raccontare quello che i politici fanno, non fanno, che potrebbero fare, che ignorano. Ma lui è un giornalista "libero" - e tranquillamente attacca(con motivazion) gli illusionisti politici cittadini, che nel loro non senso, trovano senso”, con una sarabanda di intrecci dialettici, con parole che nascondono quasi sempre “il nulla”, il vuoto di contenuti, come per il teatro di “Ionesco”. Verità amare, non metabolizzate dal "regime", beato spettatore da anni dell'odissea vissuta dalla famiglia Di Biase. Da anni tutti sapevano della difficile condizione della derelitta famiglia : sindaco, assistenti sociale, assessori, chiesa locale. Poi la denuncia di Longo sul suo giornale- e quelle presentate alla Procura della Repubblica, Prefettura, Asl e Presidente della Provincia. Una voce-denuncia che ha gridato nel deserto! Aveva sperato fino alla fine di evitare la vergogna nazionale-per il suo amato luogo natio. Nulla. Nessuno si è mosso. E' prevalsa l'indifferenza- delle istituzioni- che mai avrebbero immaginato l'arrivo di Striscia. "Non sapevo più a chi rivolgermi- rivela Longo- finora le avevo provate tutte. Senza risultati. Qualche mese fa- ho raccontato la triste vicenda al collega giornalista Gianni Gosta - che dopo qualche giorno mi ha messo in contatto con Giuseppe Sangiovanni, giornalista freelance- che collabora con trasmissioni Rai e Mediaset- che dopo un sopralluogo a Solopaca-con realizzazione di un fotoservizio- ha programmato l'arrivo di Fabio e Mingo, inviati di punta del tg satirico. Dopo appena cinque giorni- dalla partenza del programma(in onda da 25 settembre )- la telefonata sul mio cellulare di Sangiovanni- che anunciava l'imminente sbarco di Striscia a Solopaca. Mi piace ripetere che con il mio giornale ho cercato di sensibilizzare le istituzioni: ho scritto al Prefetto di Benevento, al Procuratore della Repubblica ed al Presidente della Provincia. Nulla, non è successo nulla. Ho scritto all'Asl- che è intervenuta- constatando l'allucinante situazione. Ma, nulla è cambiato. Una vergogna inaudita- che doveva(deve) essere cancellata all'istante-visto l'incombente pericolo che attenta la salute pubblica. Appaiono ravvisabili- conclude Longo- per quanto denunciato, ipotesi di reato e di omissioni gravi da parte di alcuni rappresentanti delle istituzioni preposti alla soluzione di detto problema. Un mix di responsabilità condivis tra istituzioni locali e provinciali, Asl e chiesa locale- che in questa vicenda non hanno fatto nulla- e che sicuramente non faranno una bella figura dopo la messa in onda del servizio. (7.10.06 ore 10:29)

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