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Dalla sua posizione sopraelevata la chiesa di Santa Maria Maggiore continua a proteggere Grottaminarda (Av). Eccezionalmente nel mese d’agosto i turisti e gli appassionati d’arte potranno visitarla anche di mattina. 

di Maria Ianniciello

L’uomo ha sempre avuto il bisogno di raffigurare ciò che non può essere raffigurato. Dio non è racchiudibile in una chiesa o in un monumento, perchè è ovunque. In alcuni momenti della vita, però, soprattutto dinnanzi alle difficoltà, avvertiamo la necessità di allontanare gli stress della quotidianità, per riequilibrare il corpo e la mente. In quegli istanti il soprannaturale diventa la nostra unica “ salvezza” e i luoghi di culto le nostre mete preferite. Le chiese vanno preservate e tutelate, in quanto servono a ricordarci che Dio è sempre accanto a noi. La scritta “Discite, posteri.” (imparate, o posteri) che si legge sull’affresco- fatto eseguire, nel 1781, dall’arciprete Perillo nella volta della Sacrestia della chiesa di Santa Maria Maggiore- era un monito severo a quanti fossero intenzionati a trascurare la chiesa e le sue innumerevoli bellezze artistiche. Santa Maria Maggiore con il campanile vanvitelliano- oltre ad essere un importante segno distintivo per Grottaminarda- sembra, a causa della sua posizione sopraelevata, voler proteggere i cittadini. La storia di questo monumento comincia alla fine del 1700, ma sono in molti a sostenere che al suo posto ci fosse un’altra chiesa, rasa al suolo da numerose scosse telluriche. Il disegno dell’attuale struttura fu eseguito dal Vanvitelli, però i lavori cominciarono molti anni più tardi, grazie alla perseveranza dell’arciprete Perillo. La chiesa, che è dedicata a Maria Vergine Assunta, ha una pianta a croce latina, una sola navata con tre cappelle su ciascun lato, un arco trionfale, il transetto sopraelevato di un solo gradino rispetto alla navata e con due cappelloni laterali. Il battistero, il ciborio-sorretto da due angeli – l’altare maggiore, gli affreschi e gli elementi decorativi sono espressione di un leggero e delizioso tardo barocco. Un discorso a parte merita l’organo, che risale alla fine del 1700, è collocato in fondo alla chiesa ed è dotato di 22 canne di facciata, una tastiera, una pedaliera e due pedali, con cui l’organista otteneva effetti dinamici di diminuendo e crescendo. Lo strumento fu danneggiato dal terremoto del 1980 e restaurato nel 2003. Santa Maria Maggiore è un monumento unico nella zona e per questo merita di diventare un’attrattiva ed un patrimonio da preservare. Coloro che intendono visitare la chiesa potranno farlo dal lunedì alla domenica pomeriggio dalle ore 17.30 alle 20.30, la domenica mattina dalle 9.30 alle 13.00 ed eccezionalmente nel mese d’agosto dal lunedì al sabato mattina dalle ore 10.00 alle ore 12.00. Il “Discite, posteri.” di Perilli resta tuttora attuale e perciò dovrebbe balzarci alla mente ogni qualvolta osserviamo un’opera d’arte. I nostri antenati hanno voluto tramandarci le loro idee, i loro usi e noi abbiamo l’obbligo di difendere la nostra storia…la nostra identità. (12.8.06 ore 20:32)

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