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Il castello di Grottaminarda (Av) tra passato e presente. Ieri dimora dei signori, oggi sede dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

di Maria Ianniciello

Nell’immaginario collettivo il castello resta un luogo incantato e misterioso. Il luogo dove, nel corso del tempo, si sono sviluppate le più intricate vicende amorose. In realtà il castello nacque in un periodo di lotte estenuanti. Infatti, era il mezzo attraverso cui i sovrani e i signori del medioevo tentavano di difendere i propri territori dagli attacchi stranieri. Con il termine “castello” i documenti medioevali indicano sia una fortezza presidiata da soldati ed abitata dal castellano che un villaggio fortificato, all’interno del quale il signore costruiva una dimora per sé e per la propria famiglia. Tra i vari edifici medioevali dell’Irpinia merita una attenzione particolare il castello d’Aquino di Grottaminarda . Il castello d’Aquino, che tuttora scruta con sguardo imponente l’antico abitato della “fratta”, è una costruzione di origine longobarda, risalente alla prima metà del XII secolo. Questo castello- appartenuto alle diverse famiglie feudatarie, che si sono succedute nella zona- ha la classica forma trapezoidale. Il maniero è stato più volte ricostruito ed adattato alle esigenze delle famiglie che vi abitavano. In seguito ai terremoti del 1694 e del 1732 una parte della fortezza diventò la dimora del signore, mentre la zona sud assunse l’aspetto di un giardino pensile, recintato e dotato di terrazza con vista sul vallone Palombara. Oggi- nonostante la presenza del palazzo del signore, costruito tardivamente- si può ancora notare l’antico complesso difensivo. Nella parte posteriore, che è lunga 45 metri e guarda ad ovest, si possono ammirare due torri vuote: una circolare, con 12 metri di diametro e 14 di altezza, e una a pianta quadrata. Altre due torri sono collocate sulla base anteriore, che è lunga 35 metri e si affaccia sull’antico agglomerato urbano. Il castello si trovava entro le mura di cinta del paese. La zona nord- orientale svolgeva un ruolo esclusivamente militare; probabilmente serviva a difendere il centro abitato dai nemici e ad ospitare i soldati. La zona occidentale era invece meno esposta alle incursioni straniere e perciò era adibita a residenza per la famiglia longobarda. All’interno delle torri, tra le cortine murarie interposte e i contrafforti di base si conservano tuttora camminamenti e cunicoli sotterranei . Alla sommità di alcuni tratti murari si denotano resti del coronamento merlato guelfo. Il castello d’Aquino divenne proprietà del comune nel 1988. Oggi ospita l’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia. L’alone di romanticismo, che avvolge il castello longobardo, suggestiona ed appassiona tutti i cittadini. La storia del castello d’Aquino è la storia di ogni grottese che, con sguardo nostalgico, scorge nelle antiche mura il pensiero di Tommaso d’Aquino, a cui, si dice, Grottaminarda abbia dato i natali. (7.7.06 ore 16:04)

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