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SPECIALE
L’azienda fornitrice di energia
elettrica non finisce mai di stupire BOLLETTA ENEL RECORD, 181MILA EURO…DA
PAGARE SUBITO! Inviata ad una famiglia abitante in una piccola casa.
di Giuseppe Sangiovanni
Pastorano
(Caserta) – Ha aperto la busta contenente la bolletta dell’Enel-
rischiando l’infarto dopo aver dato uno sguardo all’importo da
pagare. Oltre 180mila euro(181.755,06 per la precisione) richiesti
disinvoltamente dall’Enel alla signora Cristina Gravante (nella foto),
di Pastorano. Che non possiede alcuna industria. Una cifra
stratosferica- per normali consumi di un’abitazione privata. Uno choc
indescrivibile per la malcapitata e incredula donna di Pastorano-
convinta si trattasse di un banale errore. L’incredibile ed estenuante
soap- ha inizio nei giorni scorsi- dopo aver ricevuto la maxi bolletta.
Una mattina, come tante altre- poi l’arrivo della fattura Enel-
guardata in malo modo(come fanno tutti). L’amara sorpresa deve ancora
arrivare. Apre la busta, e legge l’iperbolica cifra. Prende il
telefono per cominciare la caccia all’errore. Telefona al call center,
ma le sorprese non sono finite. “Signora, prima di tutto deve pagare,
poi chiederà il rimborso, altrimenti resterà al buio- la terapeutica,
sconcertante e sibillina risposta dell’operatrice di turno”- che non
riesce a capire che trattasi di quasi 400milioni delle vecchie lire. “Colpa
del caldo- ripete intimamente la signora- errore dell’Enel, terapia
dell’addett al call center. La canicola, però, nulla c’entra. Nuova
telefonata, sperando di essere più fortunata, di trovare dall’altra
parte una persona sana e retta. Macchè! Il mostro burocrazia- ancora
più spietato- nascosto nel call center- continua a colpire
inesorabilmente. “Signora Gravante, per evitare il distacco dell’energia
elettrica, le conviene pagare, dilazionando la cifra, poi chiederà il
rimborso- la stupefacente risposta ricevuta dall’allibita signora-
premiata dall’Enel con una dilazione dell’enorme cifra. Errori
madornali che l’Enel ripete a iosa- che finiscono per la maggiore in
famiglie senza voce, persone disagiate che non sanno a chi rivolgersi-
costrette a soddisfare le richieste assurde della società. Pagando. Per
poi ricevere il rimborso. (28.6.06 ore 17:32)
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