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Nella trasmissione Festa Italiana, condotta da Caterina Balivo, registrata nella città normanna. Pommella, l'atleta trapiantato su Rai1 

Aversa- Una storia a lieto fine, quella di Ettore Pommella, 44 anni, aversano doc - scovata nei mesi scorsi da Giuseppe Sangiovanni, giornalista freelance di Caiazzo- che dopo averla portata a Raidue nella trasmissione Piazza Grande, condotta da Giancarlo Magalli e raccontata sul settimanale Gente – sbarca in questi giorni a “Festa Italiana”- trasmissione, in onda ogni giorno alle 15,45 su Raiuno- condotta da Caterina Balivo. Programma di Valter Preci, Daniel Toaff -con la collaborazione di David Bellini, Mauro Caporiccio, Laura Muzzupappa, Livio Leonardi. Festa Italiana- che è un viaggio attraverso l'Italia dei buoni sentimenti – è un appuntamento quotidiano con chiunque abbia il desiderio di festeggiare: gente comune che intende ricordare o vivere un giorno di straordinaria felicità, personaggi famosi che celebrano una ricorrenza, un successo professionale o una svolta importante della propria vita. Un programma, dunque, costruito come una sorta di viaggio attraverso l'Italia dei buoni sentimenti, nella quale, almeno per una volta, è la buona notizia che fa notizia e trova spazio in tv. La troupe di Raiuno- ha intervistato Ettore Pommella- nel campo di calcio di Afragola, nel l’appartamento di proprietà e nella panetteria dallo stesso gestita ad Aversa – Pommella- ha raccontato il lungo e doloroso calvario dovuto alla grave malattia(arrivata all’improvviso)- poi il trapianto del fegato, e infine la vittoria della vita, sulle piste di atletiche di mezzo mondo: il tutto ottenuto con la grande voglia di vivere e la determinante forza di volontà. Tante vittorie e record del mondo ottenute/i non dietro casa, ma alle olimpiadi. Un uomo amante dello sport, caduto in disgrazia, rialzatosi e riscattatosi alla grande- tornando a fare sport, detronizzando avversari e record mondiali, alle olimpiadi per trapiantati organizzate ogni due anni in Europa e oltreoceano. La sua triste storia ha inizio nel lontano 1978, Ettore ha diciotto anni, con lo sport in genere nel suo dna: il calcio per lui è tutto, è titolare inamovibile in una squadra di semiprofessionisti, vanta pure diverse presenza nella nazionale dilettanti. In tanti per lui intravedono una luminosa carriera di calciatore, lui stesso è convinto dei suoi mezzi, davvero eccezionali- è felice, sicuro di fare il grande salto in serie A, e magari giocare i mondiali del 1982. Ma un crudele destino aspetta al varco Ettore, nel giro di pochi giorni, addio sogni- dopo l’infausta diagnosi di epatite virale delta positiva, diventata cronica, contratta verosimilmente nello stesso ambiente sportivo da lui frequentato. Da un momento all’altro, dagli altari della gloria s’infila in un tunnel senza uscite. Inizia così il suo calvario, con la malattia che mina sempre di più il prestante fisico. E’ costretto ad abbandonare l’attività sportiva. Tredici lunghissimi anni di sofferenze- poi il trapianto, effettuato brillantemente a Nizza, in Francia- e il ritorno allo sport. Alla grande. Campione olimpico trapiantato- diverse medaglie d’oro e record del mondo. Una serie infinita di vittorie, medaglie e riconoscimenti ottenuti in tutto il mondo. Un campione olimpico di gran classe- uomo felice, alle spalle una splendida famiglia, la moglie Teresa, due bellissimi pargoli, Davide e Sara(foto in alto) che stravedono per lui. Ennesima soddisfazione per Ettore-autentico fenomeno mediatico: sbarcare in pochi mesi nella nota trasmissione di Rai Due, sullo storico settimanale Gente(oltre tre milioni e mezzo di lettori, e nel programma di Raiuno- non è cosa da poco. Grandi numeri per una persona speciale, uomo di fede con una grande voglia di vivere. Campione di vita e di sport, una persona speciale che seduce a tambur battente i media nazionali. (14.4.06 ore 15:42)

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