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Cerreto Sannita (BN). Precetto Natalizio al ‘Luigi Sodo’. Ancora una lezione di vita del vescovo De Rosa.

di Michela Saracco

Mentre in ogni paese si ci prepara al Natale, il Liceo-Ginnasio “Luigi Sodo” non poteva certo astenersi da una costruttiva e religiosa preparazione al Santo Evento. Così,come da anni a questa parte, il vescovo lo scorso 21 Dicembre si è recato nella cattedrale di Cerreto Sannita per celebrare la Santa Messa alla presenza degli alunni,di alcuni professori e del nostro caro preside. Un precetto natalizio animato dai canti della “Schola Cantorum” del nostro istituto e reso, grazie alle calde parole del nostro vescovo Michele De Rosa (nella foto), anche una importante lezione di vita, in una realtà, quella moderna, sopraffatta dal consumismo e dal divertimento e ben lontana dalle sue radici cristiane. Una omelia breve, ma intensa ha fatto si che il messaggio fosse raccolto da tutti i presenti, che, con attenzione, hanno saputo ben ascoltare parole tanto profonde quanto quelle pronunciate da Sua Eccellenza. Infatti Mons. De Rosa ha sottolineato quanto il Natale sia importante, nonostante il fatto che ad essere al centro del nostro anno liturgico è certamente la Pasqua. Esso rappresenta comunque un dono all’ umanità resoci dalla natività che ogni anno rappresentiamo nella nostre case. Il presepe, come citato anche da Luca De Filippo, figlio del grande Edoardo, è diventato negli ultimi anni una moda più Che il simbolo della nascita di Cristo ed è proprio tale convenzione a dover essere abolita affinché si lasci spazio alla vera natura di tale rappresentazione, vivente o meno che sia. E cosi, nonostante le ultime novità riguardo all’introduzione di statuette che ritraggono coppie gay”, il vescovo ha voluto concentrare il suo discorso sull’importanza della grotta e sul fatto che sempre più spesso si pone maggiormente lo sguardo sui pastori e su quanto la circondi. Ma per grotta non dobbiamo intendere attenzione solo sul neonato Gesù, ma anche su Maria,madre sua e di tutti noi. Ma ciò che va compreso è che Gesù,, per sua scelta, nasce in povertà da una madre che mai avrebbe pensato, prima dell’Annunciazione, di essere la prescelta di Dio per un compito tanto importante e gravoso. Maria cosi deve essere oggetto di una profonda rivalutazione di tutta la scena, perché solo cosi si potrà comprendere il vero significato del Natale. Ed infine il vescovo della nostra diocesi ha voluto sottolineare l’aspetto consumistico della festa più importante dell’anno,non del tutto negativo se punta a rivalutare,perché no tramite i regali, i rapporti interpersonali. Pertanto Natale deve essere sinonimo di equilibrio all’insegna del divertimento, dei regali, - ma soprattutto della fede. (29.12.06 ore 20:07)

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