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SCUOLA
Rifroma
della Scuola. Mobilitazione del personale della scuola Comunicato Unitario
Cgil - Cisl - Uil Scuola. Anche la Gilda verso lo sciopero generale."Il
decreto emanato dal Consiglio dei ministri non ha modificato nella
sostanza l’impianto già noto".
Il
Consiglio dei Ministri ha approvato nella giornata di oggi il Decreto
legislativo di attuazione della Legge 53 nella scuola dell’infanzia e
nel primo ciclo senza che ciò sia stato preceduto da alcun confronto con
le Organizzazioni Sindacali, pur in presenza di precisi impegni
formalmente assunti dal Governo e di reiterate richieste di incontro e di
confronto delle Organizzazioni. Le ricadute del provvedimento sul
funzionamento della scuola, sulle famiglie, sul personale e sull’organizzazione
del lavoro saranno molto pesanti e negative. Di fronte a questo quadro
negativo Cgil Scuola, Cisl Scuola e Uil Scuola proclamano da oggi, 23
gennaio 2004, l’immediato stato di mobilitazione di tutto il personale
della scuola. Se nei prossimi giorni non verrà aperto un confronto
finalizzato a determinare rapidamente risultati in termini di impegni e di
certezze i Sindacati scuola decideranno le ulteriori iniziative di lotta.
La Gilda, esprime un giudizio fortemente negativo sul decreto approvato
oggi. Annuncia l’intento di continuare nella sua azione di denuncia
nelle scuole, nelle sedi istituzionali, ovunque, dei limiti della riforma.
Chiamerà i docenti ad opporsi con tutti gli strumenti di contrasto
consentiti. La Gilda rivolge un appello a tutte le Associazioni
professionali e sindacali affinché si arrivi ad azioni unitarie di
protesta sul tema della riforma fino allo sciopero generale della scuola.
Il decreto emanato dal Consiglio dei ministri non ha modificato nella
sostanza l’impianto già noto, limitandosi ad introdurre elementi di
flessibilità e di graduazione nella gestione degli anticipi con l’intento
di attenuare solo gli effetti negativi di un progetto senza coperture
economiche ed alcune temporanee misure sugli organici. La riforma agisce
pesantemente sull’organizzazione scolastica destrutturando l’attuale
assetto, finendo per essere decisamente dannosa; la prevista riduzione
oraria delle discipline obbligatorie, infatti, produrrà un abbassamento
della qualità degli studi, e le riduzioni, a regime, degli organici avrà
ulteriori effetti negativi sulla qualità complessiva del sistema. Grave
responsabilità politica appare la scelta di procedere comunque nel
portare avanti una riforma senza il coinvolgimento dei docenti, senza la
loro condivisione, una scelta che provocherà ulteriori forme di malessere
e di disaffezione verso l’insegnamento. Irrisolte tutte le questioni di
merito su cui la Gilda degli Insegnanti ha espresso giudizi negativi e
chiesto una sostanziale revisione e modifica, in particolare sono stati
mantenuti: una astratta e inattuabile personalizzazione dei piani di
studio, l’introduzione surretizia di forme gerarchiche di carriera, l’assurda
commistione di responsabilità e l’aumento di burocrazia del portfolio,
l’attacco alla libertà di insegnamento attraverso l’ imposizione di
metodologie didattiche confuse e impraticabili, l’invasione di spazi
demandati alla contrattazione.(24.1.04 ore 8:44)
Fonte: Gilda degli Insegnanti
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