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SCUOLA

Tra le ipotesi della manovra anche il download dei testi da internet Scuola, il governo: zaini più leggeri e libri online Si pagherebbero i soli diritti d'autore. I negozianti già sul piede di guerra. 

Una norma fisserebbe il peso massimo delle cartelle. Non si discute solo di tagliare le tasse, ma anche il peso degli zaini scolastici. Una nuova norma che, se inserita dal governo nella manovra, promuoverà un duplice meccanismo: da una parte l'acquisto dei libri direttamente da internet, pagando i soli diritti d'autore, dall'altro l'introduzione di una norma che fissa un tetto al peso degli zaini, in proporzione al peso medio degli studenti delle diverse classi scolastiche. Il meccanismo dei libri dal web potrebbe essere utilizzato già dal prossimo anno scolastico dalle famiglie. In futuro saranno le scuole, dopo aver scelto i libri di testo, a poterli scaricare da internet.

BONUS - Ci sono poi anche altre misure che riguarderebbero indirettamente il mondo della scuola. Tra queste una nuova versione del bonus per i neonati, già previsto dalla passata finanziaria: parte dei soldi raccolti dal fondo etico finanziato con le aliquote fiscali pagate dai contribuenti più ricchi (quelle del 37 e del 43%) sarebbe utilizzato per costituire un conto di risparmio del valore di 1.500 euro per ogni neonato. Il «bonus» sarà indicizzato e potrà essere utilizzato al momento dell' ingresso del bambino nel mondo della scuola.

LIBRAI SUL PIEDE DI GUERRE - La norma sui libri online ha già fatto arrabbiare i librai: «Sarebbe un grave danno, mi sembra assurdo, ma tutto è possibile», reagisce Rodrigo Dias, presidente dell'Ali (Associazione librai italiani). «Trovo la notizia assurda - afferma Dias - e di difficile applicazione perchè ci vorrebbe un accordo fra editori e Ministero. Comunque tutto può essere. Se le librerie vengono tagliate fuori in questo modo, ne prendiamo atto, faremo una ferma opposizione, alzeremo alti lamenti, ma più di tanto non possiamo fare». «Mi sembra comunque - ha aggiunto - un discorso futuribile che sovvertirebbe il mercato e non ne vedo il vantaggio per il pubblico. Di contro per i librai ci sarebbe un danno, in particolare per le piccole librerie di provincia che contano anche sugli introiti delle vendite dei testi scolastici. Credo che se questa ipotesi andrà in porto, e non lo vorrei, molte librerie in provincia sparirebbero. Infine, mi sembra, si tratterebbe di fotocopie e non di un libro vero e proprio. Sparirebbe quindi, in questo modo, il testo scolastico». Addio quindi al caro vecchio sussidiario, da rivendere a settembre o da conservare. (2.7.04 ore 9:08) Corriere.it 

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