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SANITA'
Confindustria Benevento esprime
preoccupazione per il caso Sanità. A rischio di chiusura alcune strutture
private provinciali
A
seguito dell’approvazione della Delibera n. 800/06 della Giunta
regionale della Campania, l’Associazione italiana ospedalità privata (AIOP)
e Confindustria Benevento - Sezione Sanità Privata - hanno manifestato la
loro forte preoccupazione alle autorità locali con una nota inviata al
governatore della Regione, Antonio Bassolino, alla Presidente del
Consiglio Regionale, Sandra Lonardo, a tutti i consiglieri regionali, ai
deputati sanniti, nonché al Prefetto di Benevento, Giuseppe Urbano e al
Direttore Generale dell’Asl Bn1, Bruno De Stefano. Il provvedimento in
questione stabilisce i volumi di prestazioni sanitarie che la Regione
Campania può erogare alle strutture private operanti nelle diverse
province, impone i limiti di spesa e fissa la soglia di risparmio da
osservare. Ma, per il triennio 2006 - 2008, mentre le altre strutture
campane, in media, dovranno rinunciare al 18,5 % il comparto sanitario
privato sannita dovrà subire tagli fino al 33 %; in particolare le Case
di Cura subiranno un taglio del 55%. “La delibera regionale – afferma
il presidente della Sezione Sanità Privata di Confiindustria Benevento, l’avv.
Stefano Parziale - penalizza soprattutto la sanità privata, che nella
nostra provincia garantisce standard qualitativi elevati, che occupa,
oltre il suo indotto, circa 1.000 persone (si pensi che l’Ospedale
Civile Rummo ha circa 1.200 dipendenti), che riesce a erogare 32.000
ricoveri all’anno. Non rivedere questo provvedimento significa decretare
la chiusura della maggior parte delle strutture operanti nel Sannio, che,
per far quadrare i conti, sarebbero costrette, da subito, a erogare
prestazioni sanitarie economicamente più vantaggiose, ma non sempre
qualitativamente soddisfacenti e a ridurre inevitabilmente le risorse
umane. Già per il 2006, infatti, la giunta regionale ha previsto la
riduzione del 12% delle risorse da destinare alle Case di cura che
rientrano nell’ambito dell’Asl Bn1. Eppure – sottolinea con
rammarico il Presidente Parziale - le nostre aziende hanno sempre
collaborato fattivamente con la Regione, rispettando il tetto di spesa
istituzionalizzato nei protocolli siglati negli anni 2003 e 2004. In base
a tali accordi le imprese avevano messo in atto complessi e onerosi
programmi di investimento, che, allo stato, difficilmente potranno essere
rispettati”. Il Sannio è stato ulteriormente mortificato dalla
rimodulazione dei parametri di distribuzione delle risorse a totale favore
delle zone costiere e a completo discapito di quelle interne. “Ai
criteri nazionali di ripartizione dei fondi statali per la sanità –
spiega, infatti, Parziale -, la Regione Campania ne ha aggiunti altri, di
fatto alterando l’intento della previsione normativa nazionale e
determinando lo spostamento dei fondi sanitari dalle zone interne. Una
situazione che non è stata rivista neppure in seguito all’aumento delle
risorse del Fondo Sanitario Regionale, disposto lo scorso 28 marzo dalla
Conferenza Stato Regioni. Nonostante la Conferenza – aggiunge il
Presidente della Sezione Sanità Privata di Confindustria Benevento -
abbia incrementato di 425 milioni di euro, rispetto al 2005, la spesa
corrente da destinare quest’anno alla sanità della Campania, la Giunta
regionale, con la delibera n. 800/06 non solo non ha ritenuto di poter
modificare gli obiettivi di spesa, giudicando prematuro procedere alla
loro rimodulazione, ma ha addirittura aggravato i tagli per le strutture
sanitarie private e non ne ha rimodulato i parametri di distribuzione”.
La preoccupazione delle Aziende sanitarie private scaturisce, soprattutto,
dall’urgenza di una revisione delle decisioni prese, onde evitare la
totale crisi di una realtà aziendale di rilievo per il Sannio. Le
strutture sanitarie private, infatti, sono fondamentali per l’occupazione
locale, sono di stimolo per l’economia territoriale, basti pensare che
le sole case di cura del Sannio fatturano 74 milioni di euro all’anno,
assicurano prestazioni di qualità, garantendo ai cittadini il diritto
costituzionale alla salute. “E’ necessario un ulteriore incontro
istituzionale – conclude Parziale -, poiché, in caso di mancata
sottoscrizione immediata da parte delle strutture accreditate dei
contratti attuativi dei tagli stabili dalla Regione, le Asl dovranno
cessare la remunerazione delle prestazioni erogate dai centri privati.
Rivolgo, quindi, un appello alla Presidente del Consiglio Regionale,
Sandra Lonardo, affinché convochi urgentemente una riunione per
verificare le ragioni del mancato rispetto degli obblighi sanciti dalle
normative nazionali e comunitarie e degli accordi raggiunti negli incontri
con l’Assessore regionale alla Sanità, Montemarano. L’appello va
anche al Direttore generale dell’Asl Bn1, De Stefano, di non eseguire
quanto previsto dalla delibera 800/06, almeno fino all’esito delle
convocazioni istituzionali”. (8.7.06 ore 12:24)
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