|
QUOTIDIANO D'INFORMAZIONE |
|
| |
Attualità - Cronaca - Politica - Fatti - Eventi - Cultura - Spettacolo -Sport- Benevento - Regione - Italia - Speciali - Internet |
|
|
|
SERVER OUT |
|||||
|
LA POLEMICA TRA IL MINISTRO BERSANI E LA
REGIONE CAMPANIA. COME STANNO ESATTAMENTE LE COSE . PER IL P.O.R.
2007-2013 NON SARANNO SPESI I FINANZIAMENTI DI SPONIBILI PER L'ANNO IN
CORSO. IL MEZZOGIORNO È DENTRO UNA RECESSIONE ECONOMICA?
di Raffaele Pirozzi LA SITUAZIONE DEI FINANZIAMENTI EUROPEI 2000 - 2006
La tabella sopra riprodotta è molto importante per il dibattito che periodicamente si apre sull'utilizzo delle risorse europee previste per le Regioni in ritardo di sviluppo. A questi dati ha fatto riferimento il Ministro Bersani che sollecitava le Regioni del Sud a spendere bene e velocemente i fondi a loro assegnati dalla Unione Europea per gli anni 2000 – 2006. Questa tabella è stata utilizzata dall'onorevole Taglialatela, quando ha attaccato la Regione Campania per avere utilizzato poco e male i finanziamenti europei che ci erano stati assegnati. Sia Isaia Sales, che il dirigente della Regione Carlo Neri nel rispondere agli attacchi ricevuti hanno ignorato questa tabella, che è invece, l'unico autorevole strumento per conoscere la situazione della spesa e dell'utilizzo dei fondi europei per lo sviluppo. La Ragioneria Generale dello Stato ha elaborato il documento di sintesi sui finanziamenti europei, nel mese di Giugno del 2007, rappresentando la situazione di cassa che definisce al centesimo di euro, il rapporto reale tra il dare ed avere del nostro paese nei confronti della Unione Europea. Parliamo di un documento ufficiale dello Stato Italiano, che è certificato dalla Commissione Europea e reso pubblico attraverso Internet. Per interpretare bene questa tabella, bisogna sapere che il Programma "Agenda 2000", prevedeva di poter impegnare la spesa dei Fondi europei entro il 2006, questi impegni potevano essere spesi entro e non oltre il 31 Dicembre 2008, mentre l'intera rendicontazione dovrà essere presentata entro il 31 Dicembre del 2009. Quindi, se nella tabella è indicato che la Regione Campania entro il 2006 ha impegnato l' 84,5% dei finanziamenti assegnati, è certo che non potrà spendere il restante 15,5% delle somme previste e pari a: 1.199.768.090 di euro. Se nella tabella è indicato che la Regione Campania dei soldi assegnati ha speso solo il 59,1% dei fondi significa che entro e non oltre il prossimo anno deve spendere ben 1.972.558.709 di euro. Altrimenti accanto alla cifra considerevole già perduta verranno aggiunti altri finanziamenti non utilizzati. A questi ultimi soldi si riferiva il Ministro Bersani nel sollecitare le Regioni Meridionali nello spendere i fondi loro assegnati. Di fronte a queste considerazioni le risposte di Neri e Sales appaiono non fondate su certezze, ma supportate solo da posizioni strumentali in difesa della Giunta Regionale presieduta da Bassolino. Esiste un dato incontrovertibile: la Regione Campania, alla data attuale, non ha utilizzato circa un miliardo e duecento milioni di euro che gli erano stati assegnati dalla unione Europea e che non potrà più recuperare. Se la Regione riuscirà a spendere in un anno circa due miliardi di euro, il danno sarà ridotto al solo 15,5% già contabilizzato dalla Ragioneria Generale dello Stato e dalla Commissione Europea. Nel frattempo che si sviluppa questa polemica, è partito il nuovo programma degli aiuti previsti dalla Unione per il periodo 2007 – 2013, del quale si sa ben poco nella nostra Regione, l'unica certezza che abbiamo che per quanto riguarda l'anno in corso non verranno spesi soldi sul nuovo programma, mentre non si hanno notizie sul bilancio del prossimo anno e quindi non si hanno certezze che partano finanziamenti a valere sulle nuove risorse. La preoccupazione di Bersani appare legittima, vista la evidente difficoltà di programmazione della spesa della Regione Campania che si posiziona al penultimo posto tra le regioni del Sud, superiore solo alla Sicilia. Infine, è utile ricordare che, i benefici che si possono ottenere dai finanziamenti europei possono essere maggiori se quei fondi sono spesi nei tempi previsti dalla programmazione, se i tempi si allungano, l'impatto sociale, economico e culturale del Piano Operativo regionale, diminuisce ed i risultati sulla crescita sono inferiori a quelli attesi. In Campania, dal 1989 sono utilizzati i finanziamenti europei nella forma dei Programmi plurifondo, in questi anni si sono succeduti ben 5 Presidenti di Regione: Antonio Fantini, Giovanni Grasso, Antonio Rastrelli, Andrea Losco, Antonio Bassolino, nessuno di loro è riuscito a portare a casa il risultato di impegnare e spendere l'intera somma dei finanziamenti assegnati. Anche nel periodo 1994 – 1999, in cui l'on. Taglialatela era il responsabile dei POR, non furono spesi tutti i fondi assegnati. Allora fu raggiunta la percentuale dell'84,1% del totale assegnato, grazie soprattutto alla possibilità che il Ministro del tesoro Ciampi, offrì alle Regioni Meridionali di utilizzare i Progetti Sponda, una particolare triangolazione con le misure nazionali di competenza CIPE, che permise l'utilizzo di consistenti parti di finanziamenti europei, che altrimenti sarebbero andati perduti. Basta guardare gli indicatori della crescita della nostra Regione per misurare lo scarso impatto sullo sviluppo che hanno registrato gli investimenti europei. Atteso che il PIL è sempre basso, la popolazione attiva diminuisce il degrado ambientale e culturale è evidente. Ammettere le difficoltà nella spesa significa tentare di modificare le procedure complicate che presiedono alla erogazione dei fondi, significa sconfiggere la pratica della gestione politica dei finanziamenti, significa avere una visione unificante del percorso dello sviluppo regionale tale da rendere coerente con i bisogni dei cittadini gli investimenti e lo sviluppo. L'amarezza delle polemiche in corso e che non si notano inversioni di tendenza, si parla senza cognizione di causa, la scarsa conoscenza è una caratteristica dei nostri dirigenti , occorre un cambiamento di marcia reale, forte e convinto per concorrere all'utilizzo delle ingenti somme messe a disposizione dalla Unione Europea secondo un percorso di sviluppo reale, sostenibile e condiviso dai cittadini. Questo obbiettivo appare, oggi, lontano da praticare, ma è dovere di ognuno sperare nel bene e lavorare perché si realizzi.OCCUPAZIONE: Cosa comporta sul piano dell'Occupazione la mancata spesa di alcune risorse finanziarie dell'UE? I dati ci dicono che vi è una diminuzione del tasso di attività che gli occupati nel Mezzogiorno ; per questo l'obiettivo di Lisbona che, entro il 2010 , bisogna raggiungere il tasso di attività del 70% è difficile è molto difficile da raggiungere . Malgrado notevoli finanziamenti dell'UE il Mezzogiorno è alle prese con difficoltà economiche di cui la classe politica stenta a prendere coscienza Infatti, siamo attualmente ad un tasso di attività del 58,9% . Migliore o è il tasso di attività dell' Italia 62,5% ma anche questo arretra dal 63,2% al 62,5%. (16.10.07 ore 14:29) |
|||||||
|
Le altre notizie |
|||||||
|
SERVER OUT |
|||||||
|
SUPPLEMENTI AL QUOTIDIANO Scrivere: editoria on line - Michele Lavorgna, poeta |
|||||||
|
Editoriali - Opinioni - Reportage - Approfondimenti - Scuola - Università - Costume - Sanità - Enti Locali - Curiosità |
|
|
|
Valtelesinanews 2000. Tutti i diritti riservati. Reg. trib. di Benevento n. 2/01 del 19.1.2001. Direttore resp. Rosario Lavorgna |
|
Fondatore e direttore responsabile: Rosario Lavorgna - Redazione: Via Telese, 82030 San Lorenzello (BN) 3335929734 |
Blog politico -scrivi alla redazione - Scrivi al direttore - comunicati stampa - Pubblicità - servizi foto giornalistici- collabora