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REGIONE CAMPANIA Primo Capri film festival: pubblicato l'elenco dei finalisti per il concorso di cortometraggi. Da giovedì 19 Aprile l'isola azzurra si immergerà nel primo festival dedicato al tema della diversità. di Antonio Sarracino
Le sinossi dei corti in gara. Amici all’italiana di Nicola Guaglianone Si esaurisce tutto in una notte questo frammento di commedia che ha tra i suoi illustri intrerpreti Alessandro Haber e Francesca Reggiani. Un uomo, appartenente alla classe borghese e benestante, vive il suo quotidiano tra litigi con la propria consorte ed il vano tentativo di tradirla con una prostituta. Trascorrerà una notte girovagando alla ricerca del “sesso facile” per poi tornare a casa e scoprire che un ladro si è intrufolato nella sua auto. La differenza di classe e l’antitesi tra due strati sociali opposti è ciò che affiora in questa commedia all’italiana anni 60’. Emerge così una dicotomia tra classe dirigente borghese, caratterizzata qui come la più ipocrita per eccellenza, e quella del subproletariato costretto a commettere atti sinistri non per ipocrisia ma probabilmente per la propria sopravvivenza. Minimi eventi essenti di Nicola Visotto e Andrea Lo Coco Anche attraverso una commedia un tema come la diversità può essere trattato in modo interessante. Lo fa con questo cortometraggio a episodi che spazia tra commedia swing e contemporanea. Un cortometraggio alternativo e sperimentale. Volutamente spocchioso e carico innovazioni vsive e musicali. Alcuni personaggi traumatizzati da eventi minimi, con problemi mentali e familiari e “alienati” dal’altri perché “diversi”, vengono curati da un medico che, dopo studi effettuati in India, torna in Italia adoperando una medicina alternativa fatta di canti e balli facendo il verso a tutti i “nuovi medici” e psicologi che abbondano ma che spesso dimenticano la cosa più importante: la gioia e la vera anima dei propri pazienti. Il pelo nell’occhio di Consuelo Pascali Prodotto dalla “Libera università del cinema”, l’unica regista donna tra i finalisti del Capri Film Festival, imprime su digitale un’oculata immagine della diversità. Una ragazza affetta da problemi mentali, vive in un mondo tutto suo cogliendo in alcuni particolari, come le formiche, il valore della vita. Alina, la protagonista, vive la sua diversità in modo sereno. Disinteressata del modo in cui i suoi coetanei si prendono gioco di lei e sostenuta dalla sorella, finirà per rendersi conto che i “diversi” sono gli altri. The subway Andre Parente Un viaggio emozionale attraverso uno dei luoghi più affascinanti e multirazziali al mondo: la subway di Manhattan. Centinaia di fermate, milioni di persone diverse l’una dall’altra e soprattutto gli artisti di strada che la affollano, sono i protagonisti di questo cortometraggio. Musicisti, attori, giocolieri, persone che hanno scelto uno stile di vita diverso facendo di quei tunnel e di quei luoghi la propria casa e il proprio palcoscenico. In contemporanea la musica che fa da contraltare alla “loro” musica è proprio quella della subway, un sottofondo che scandisce le loro giornate e cambia la giornata di chi lo ascolta VQ14 di Angelo Cretella Quante volte ogni giorno al semaforo ci capita di avere a che fare con ragazzini rom pronti a pulirci il vetro e che spesso liquidiamo con facili conclusioni? Ottimo cortometraggio colmo di tematiche sociali ed attuali questo di Angelo Cretella che alterna realtà ad immaginazione. L’immaginazione di un ragazzino rom che, come migliaia dei suoi coetanei connazionali, lavora ai semafori. Noi “normali”, non facciamo mai caso ai loro volti alle loro storie. Ma il protagonista di Cretella sì…immagina se solo fosse nato in una famiglia “normale”, se solo fosse cresciuto con affianco quella ragazzina e sua madre che ogni mattina incontra al semaforo. L’agente segreto di Massimo DeBiase Fotografia e regia eccellenti per un cortometraggio sul dramma della doppia personalità e sulla difficoltà di vivere una vita parallela a quella reale. Un uomo entra in un casolare accolto da un presunto maggiordomo e dialoga con il proprietario di casa che apparentemente sembra essere un killer professionista al quale viene commissionato l’ennesimo omicidio; ma non è tutto come sembra. Scopriremo che l’uomo che gli commissiona l’omicidio è suo fratello, il quale recita una parte poiché il presunto killer, è in realtà affetto da schizofrenia e sdoppiamento della personalità. La sua mente crea sempre nuovi personaggi che il maggiordomo ed il fratello sono costretti ad assecondare. Una vita diversa, faticosa faticosa oloro ana a e diversacrea sempre nuovi personaggi ai quali il maggiordomo ed il fratello sono costretti ario palcosceed alternativa a quella che tutti noi viviamo giorno dopo giorno Radici di Davide Di Nardo Grandi capacità tecniche e due importanti temi come quelli del terrorismo e delle adozioni dei bimbi extracomunitari. Sono questi gli ingredienti del cortometraggio coraggioso proposto da questo giovanissimo filmaker che prende a cuore la storia di due ragazzi rumeni venuti a vivere in Italia. Una ragazza va alla ricerca delle sue radici incontrando prima il favore della famiglia adottiva e poi la paura di quest’ultima di poterla perdere. Nello stesso tempo, un ragazzo di Bucarest che vive in Italia da poco e operaio presso un aeroporto italiano, diventa vittima della propria ira e dei propri istinti animaleschi in seguito alle violenze e ai soprusi subiti nell’istituto del suo paese natale. Decide così i togliersi la vita, facendo saltare l’aereo sul cielo di Bucarest, trascinando con sé tutte le persone legate a quella terra. Unica a salvarsi sarà la ragazza rumena, salvata all’ultimo minuto dal padre con più di un significato. O’ miracolo di Angelo Grimaldi Il giovane autore di questo cortometraggio, grazie alla bella interpretazione dei protagonisti Ernesto Maieux (L’ imbalsamatore) e Bianca Sollazzo, riesce a tracciare uno spaccato di vita partenopea, quello della Napoli legata alle tradizioni e che guarda alla fede come alla più valida alternativa alla scienza ed alla realtà. Una donna anziana riceve la notizia che il marito è in fin di vita e s’appella alla fede. Dall’altro lato il nipote, testimone di una generazione nuova, realista e lontana dalle tradizioni vive la situazione consapevole della verità assecondando la nonna nella sua speranza. Entrambi vivranno la speranza in modo diverso per poi scoprire che il referto medico era sbagliato. La strada di Antonello Migliore Interessantissimo progetto corale quello del “Liceo Polispecialistico Gandhi” realizzato appositamente per il Capri Film Festival. Microcriminalità e integrazione tra normodotati e disabili sono le tematiche trattate da questi ragazzi. Michele, un giovane diciassettenne spacciatore di droga, viene arrestato dopo l’ennesima dose smerciata nei locali scolastici. Viene così assegnato ai lavori sociali dove entrerà in contatto con ragazzi affetti da handicap. Durante una delle sedute, riceve una telefonata: gli si presenta l’occasione di incontrare un boss della mala che lo aiuterebbe ad emergere nel campo della criminalità. Michele propone una gita al museo di Capodimonte dove potrà incontrare il boss. Giunti al museo uno dei ragazzi si perde. Michele si troverà di fronte ad un bivio: salvare il ragazzo o incontrare il boss Punto di vista di Michele Banzato Michele Banzato riesce con questo bel cortometraggio, girato in maniera sobria e tecnicamente eccellente, a fotografare uno degli handicap più profondi: la cecità. Premiato anche dall’Associazione italiana non vedenti, il cortometraggio racconta di una ragazza che giunge all’università per sostenere un’esame in giurisprudenza e si accomoda per la fase iniziale con l’assistente di cattedra. Pur di ottenere un voto alto, la ragazza, quantunque preparata sull’esame, con alcune movenze sensuali prova ad attrarre il giovane assistente che intanto la ascolta con attenzione. Solo alla fine dell’esame, dopo un voto alto perché sudato e meritato, non certo per le provocazioni fatte, scoprirà che il giovane professore è in realtà un non vedente. La coperta dei nomi di Andrew Quinn Il corto documenta l’evento “La Coperta dei Nomi”, dedicato alle persone che sono scomparse a causa dell’AIDS. Uno sguardo sulla diversita’ della gente che e’ venuta ad assistere all’evento e sulla diversita’ delle coperte stesse. Dedicato alla memoria di Fabio Rossi che ha partecipato al progetto con entusiasmo e dedizione, quello di Antony Quinn è un cortometraggio che pone l’attenzione su una malattia che viene ancora vista come motivo di alienazione di coloro che ne sono affetti. Le strade Strade è il titolo di un cortometraggio su due vite che scorrono diverse ma parallele.Milena, giovane prostituta, cerca, nel suo isolamento, di sfuggire alla triste realtà quotidiana. Riccardo, vagabondo senza meta, esplora la città alla ricerca di se stesso senza trovare risposte. Due vite divise, spezzate nella loro multiforme solitudine. L’incontro fortuito fra due coscienze diverse, tormentate nell’ambiguità, crea un preludio di sensazioni ed emozioni che sottolinea l’imprescindibilità dell’”altro”, del diverso, nella vita di ognuno di noi. 18.4.07 ore 05:22 |
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