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REGIONE CAMPANIA Il portale Notiziesindacali.com apre una riflessione sul Funzionamento dei servizi pubblici e dei trasporti in Campania.
FUNZIONAMENTO DEI SERVIZI PUBBLICI: “I TRASPORTI” APRIAMO UNA RIFLESSIONE. La riflessione che ci accingiamo a fare in tema di funzionamento dei servizi erogati, direttamente o indirettamente dalla Pubblica amministrazione, è quella relativo ai Trasporti Pubblici sia su ferro che su gomma. Cominciamo dal servizio pubblico dei trasporti in quanto l’occasione ci è data dall’ultimo episodio ampiamente riportato dalla stampa : l’occupazione dei binari ferroviari nella stazione di Aversa da parte di circa cinquecento viaggiatori impossibilitati a salire sul treno in partenza per ROMA, per eccessivo affollamento, per raggiungere il posto di lavoro. Questa protesta è solo l’ultima, in ordine di tempo, avvenuta contro i notevoli disservizi dell’Azienda “TRENITALIA”. Precedentemente abbiamo assistito a proteste contro: -Materiale rotabile scadente che da sempre viene utilizzato in Campania e nel Mezzogiorno,posti a sedere insufficienti, orari che sono orientativi, riscaldamento o refrigerazione delle carrozze non sempre funzionante e potremmo continuare all’infinito con le segnalazioni. Per i trasporti su gomma è ancora peggio, la gente ormai è rassegnata e non ha più la forza di reagire. Non più tardi di qualche mese fa “MEDIOBANCA” collocava la città di Napoli all’ultimo posto in graduatoria per il funzionamento dei trasporti. Nelle altre provincie campane, la situazione è leggermente migliore ma non di molto. Tentiamo di capire le ragioni di queste “ disservizio” Prioritariamente bisogna dire che le responsabilità appartengono al livello politico,-amministrativo locale, ed i lavoratori e cittadini sono le vittime di questo rilevante malfunzionamento . I limiti che riusciamo ad individuare per un funzionamento ordinato dei servizi pubblici, ed in modo particolare dei trasporti, sono: -Una concezione culturale distorto del lavoro pubblico; -La deresponsabilizzazione dei livelli di governo e di controllo; E’ invalso negli amministratori locali, e questo è stata trasmessa ai dipendenti pubblici meridionali, la concezione che svolgere un lavoro pubblico non significa essere al servizio dei cittadini., ma avere a disposizione “pezzi” di azienda senza alcun obbligo. E’ questo modo di pensare che bisogna sconfiggere per affermare la concezione che i dipendenti dei servizi pubblici sono al servizio dei cittadini. Questa verità è “rivoluzionaria”in Campania e nel Mezzogiorno Per quanto attiene i controlli questi sono “formali”, accomodanti o inesistenti ed i vincoli, le responsabilità ed il buon funzionamento del servizio sono visti con fastidio e con noncuranza. Insomma, il modello fin qui attuato ha dato pessimi risultati ed è necessario cambiare, per affermare una diversa concezione culturale ed un nuovo rapporto tra politica ed aziende pubbliche. E’ un’utopia? Credo che sia possibile fare questo, a condizione che vi sia la presa di coscienza da parte di tutti che la situazione è arrivata ad un punto di non ritorno ed il grado di tolleranza della gente è al limite e che, continuando di questo passo, saranno travolti tutti e tutto. Piaccia o non questa è la situazione in larga parte esistente in Campania e nel Mezzogiorno. A questo proposito bisogna riflettere a fondo sull’ esplosione delle liste civiche, delle Associazioni senza scopi di lucro e di varie aggregazioni che nascono per affrontare singole problematiche. Se questo è una vivacità che la società segnala è anche il sintomo delle difficoltà dei Partiti a convogliare verso sbocchi democratici la domanda dei cittadini. Domanda che si estrinseca nella richiesta di buongoverno, rispetto delle istituzioni , uso oculato del denaro pubblico e funzionamento dignitoso dei servizi pubblici. Se vogliamo affermare ciò e ribaltare l’attuale situazione è indispensabile che la società intera si attrezzi per segnalare ogni ingiustizia piccola e grande, di organizzarsi per il rispetto dei diritti e delle regole, perché il lasciar correre, il giustificazionismo, il tirare a campare, il” tengo famiglia” ha portato la società campana e meridionale a questo livello di degrado economico, sociale e politico dove manca la certezza del diritto e delle regole e chi si batte per affermare questo viene visto con fastidio . (28.4.06 ore 12:21) |
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