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REGIONE CAMPANIA
Confagricoltura Campania: “Puntare
sull’energia verde per far fronte alla crisi”. Saverio Ranaudo: “Le
fonti energetiche rinnovabili agroforestali rappresentano il futuro”
Le
imprese agricole della Campania lanciano la loro sfida per il futuro
energetico del nostro Paese, che vive un momento di grossa crisi. Nel
corso del convegno “Agricoltura sostenibile ed innovazione tecnologica”,
svoltosi alla Mostra d’Oltremare nell’ambito della rassegna Geotekna,
il vicepresidente regionale di Confagricoltura, Saverio Ranaudo, ha
discusso dei problemi relativi all’aumento del costo del petrolio e all’eccessiva
emissione di anidride carbonica in Italia, lanciando il tema della
valorizzazione delle produzioni agricole come fonte di energia:
convenienti dal punto di vista economico e poco inquinanti. “E’
possibile – ha affermato Ranaudo – mettere in atto delle azioni
concrete per utilizzare al meglio le potenzialità energetiche
dell'agricoltura dell'Italia, in ritardo rispetto all'Europa e al resto
del mondo. Il crescente costo del petrolio, la crisi energetica del gas in
Russia, la riduzione dei gas ad effetto serra rappresentano i fattori più
importanti che stanno spingendo i vari Paesi a diversificare il proprio
fabbisogno energetico. L'agricoltura italiana può dare un contributo
sostanziale per lo sviluppo dell'energia "verde". Attualmente,
però, biogas e biodiesel rappresentano solamente il 3,3% delle fonti
rinnovabili. Il nostro obiettivo è arrivare in pochi anni alla quota del
10%, puntando su una serie di attività che vedono il coinvolgimento
attivo anche dell'industria e delle banche. E la stessa occupazione ne
trarrebbe beneficio. Nel 2010 gli addetti occupati potrebbero essere circa
30 mila, mentre oggi sono meno di mille". Ranaudo ha presentato
alcune proposte concrete: “Miglioramento delle rese e del rendimento
delle biomasse e assistenza all'impresa agricola: ecco come può nascere
il mercato dell'energia verde. Se in Italia si utilizzasse il 30% dei
seminativi per produrre colture energetiche (colza, mais ecc), si
coprirebbe il 6% del fabbisogno petrolifero nazionale. Occorre dunque
aprire un mercato dell'energia verde. Occorre valutare globalmente le
conseguenze positive delle Fonti Energetiche Rinnovabili agroforestali sia
per ridurre le emissioni inquinanti sia per stimolare l'economia.
Sostituire il petrolio con materie prime agricole significa moltiplicare
per 50 volte l'effetto occupazionale. Bisogna, poi, sviluppare progetti di
ricerca e aumentare le rese e il rendimento energetico delle varie
coltivazioni. Va rafforzata l'attività di informazione, formazione e
assistenza per le imprese agricole che sottolinei gli effettivi benefici
delle biomasse. Sarà importante promuovere politiche di sviluppo della
produzione di "energia elettrica verde", ricorrendo cioè alle
fonti rinnovabili e, specialmente, alla lavorazione di biomasse, anche
riutilizzando i residui agricoli di cui l'Italia è ricca.”
Confagricoltura punta a privilegiare il biogas, che permette non solo di
produrre energia e calore ma anche di abbattere le emissioni in aria e gli
odori sgradevoli legati agli allevamenti. Il biogas, prodotto secondo il
sistema della digestione anaerobica, ridurrebbe l'emissione di anidride
carbonica di 300 mila tonnellate al giorno, pari al 3,6% dell'emissione
globale. “Lo scopo? – ha continuato Ranaudo - Incrementare in cinque
anni la produzione da 356 mila tep (tonnellate equivalenti petrolio) a
circa 430 mila tep.” (24.2.06 ore 17:49)
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