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Coordinamento
Provinciale Sinistra Democratica di Benevento: presentato il lavoro del
Prof. Francesco Barbagallo su Enrico Berlinguer.
Venerdì 19 Ottobre, presso la Biblioteca Provinciale al Corso Garibaldi, il coordinamento provinciale di Sinistra Democratica ha presentato il lavoro del Prof. Francesco Barbagallo su Enrico Berlinguer. Hanno partecipato all'incontro il coordinatore provinciale di SD Massimiliano Bencardino, il presidente di SD Tonino Conte e il segretario generale CGIL Alfonso Viola. Grande partecipazione e interesse per la lezione di Berlinguer che SD vuole nella cultura di una nuova sinistra. Massimiliano Bencardino (Coordinatore prov. di SD) ha introdotto i motivi che sono alla base della scelta di presentare il libro da parte di Sinistra Democratica, che racconta la vita e l'iniziativa politica di Enrico Berlinguer. "E' un apparente rivolgersi al passato, ma la vita ed il pensiero di Enrico Berlinguer sono quanto mai attuali. Ci rivolgiamo dunque – continua Bencardino - a chi ha conosciuto ed condiviso il suo percorso politico ma anche a chi non conosce la vita di Enrico Berlinguer, in un momento in cui si vorrebbe facilmente mettere da parte il suo messaggio, ancora oggi purtroppo disatteso." Presentando il lavoro del Prof. Francesco Barbagallo, lavoro di ricerca bibliografica minuziosa e di grande qualità, Sinistra Democratica lancia un messaggio in provincia portato avanti con passione e fin dagli esordi. Il lavoro dei senatori Villone e Salvi sul "costo della Democrazia", l'ordine del giorno firmato da Mussi e Salvi all'assemblea dei DS nel 2005, in compagnia dell'attuale presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ripercorrono la grande "questione morale" aperta da Enrico Berlinguer. "Tutte le operazioni che le diverse istituzioni e i loro attuali dirigenti sono chiamati a compiere vengono viste prevalentemente in funzione dell'interesse del partito o della corrente o del clan cui si deve la carica .I partiti - per Enrico Berlinguer diventavano quindi - soprattutto macchine di potere e di clientela, senza perseguire il bene comune". Ripercorre l'immagine di questo segretario del PCI non è solo un percorso di memoria storica, né un riagganciarsi alla tradizione comunista come ritorno al passato oppure un legarsi ad un tempo della politica che non è più, ma è per SD un monito molto attuale, che la classe dirigente deve fare proprio. Sinistra Democratica in questi primi mesi ha deciso di impegnarsi in primo luogo su questo terreno, ed ha chiesto le dimissioni della Giunta Regionale della Calabria e lo scioglimento del consiglio regionale calabrese. Sinistra Democratica in Campania, contestualmente alla elezione del suo Coordinatore regionale, Raffaele Porta, ha deciso di improntare la sua iniziativa politica sulla crescita della fiducia nella Politica, denunciando un modello di intervento fondato sul consociativismo e sul clientelismo. La degenerazione morale, che pure denunciava Enrico Berlinguer, si sta riaprendo oggi nel Mezzogiorno, governato in molti enti anche dall'Unione. La Campania è vittima di questa crisi che attraversa molte regioni dei Sud. Serve quindi la capacità politica di intercettare le spinte del cambiamento, e soprattutto una capacità della Sinistra di ricostruire una cultura della partecipazione e dei diritti. Sinistra Democratica nasce quindi per queste ragioni e per aprire una franca discussione sui temi della programmazione dei fondi europei, delle politiche sanitarie, del lavoro e dell'ambiente. Alfonso Viola (Segretario generale della CGIL) ha evidenziato come la politica di Berlinguer sia stata un lento e progressivo allontanamento dall'esperienza sovietica, ma come nello stesso tempo Berlinguer fosse una persone che ha lottato per i diritti dei lavoratori facendo anche scelte di vita personali in tal senso. Antonio Conte (Presidente di SD), elogiando la qualità del lavoro presentato, sempre documentato e puntuale, ha esposto in maniera perfetta le motivazioni dell'attualità politica dell'esperienza berlingueriana. Attualità inascoltata, come giustamente sottolinea il prof. Barbagallo, non di moda nell'attuale rappresentanza partitica, completamente mancante di una vera filosofia politica, quanto al massimo devota alla politologia, come foglia di fico di individualismo e rampantismo imperanti. La mancanza di analisi della politica di Berlinguer si avvale delle condizioni storiche, completamente differenti a quelle attuali: la guerra fredda, la crescita economica, il sistema politico mondiale ed italiano. Eppure è proprio in quel contesto che l'allora segretario del PCI fu profetico nelle sue visioni e tensioni, i cui approdi furono quasi sempre dei fallimenti, se non nell'ascolto che riuscì ad ottenere dal popolo un uomo proveniente da famiglia borghese come lui. Fallimentare fu la sua insistenza sulla questione morale, il suo richiamo ad una politica dell'austerità, profetica la sua volontà verso un eurocomunismo, autonomo dal socialismo reale di Mosca. Fallimentare fu la sua strategia delle riforme, in intesa con Moro e La Malfa, ed il suo intento di smarcamento dal comunismo russo, nella volontà di creazione di un partito di "lotta e di governo", autonomo, europeo e con gli occhi rivolti al mondo intero. Fallimentare il desiderio di uno stato né antiamericano né anticomunista, bensì forte di una sua coscienza politica originale. Ma i fallimenti di Berlinguer non furono quelli della sua segreteria, osteggiata a Mosca (dove andrò a parlare di democrazia, libertà e pluralismo) come a Washington, quanto semmai sono stati i fallimenti non solo della sinistra italiana ma della politica nazionale tutta. Come non rivalutare la questione morale dopo tangentopoli e tutti i gli scandali che si sono succeduti fino ad oggi? Come non rileggere con amarezza da occhi tardivi i richiami all'austerità della politica, ora che i cittadini sono costretti a rivolgersi a Grillo per sentir ascoltate e rappresentate le proprie ripugnanze per sprechi e affarismi dilaganti? Come non notare il fallimento delle attenzioni rivolte allora al Sud Italia e ai lavoratori più disagiati? Per non parlare dell'interesse di Berlinguer ai movimenti, alla sua propensione ad una sinistra europea, democratica e contemporaneamente decisa, su punti fondamentali della sua essenzialità, mentre, sempre più, ora è attraversata da particolarismi, disunità o, laddove faccia fusioni, perdita di idee forti, di filosofie politiche profonde. E' a questo che si riferisce in apertura Bencardino, come coordinatore provinciale di Sinistra Democratica, che con forza ribadisce l'importanza della lezione di Berlinguer, che sia parte della cultura di una nuova sinistra e non icona da riporre in una teca o in un pantheon. (22.10.07 ore 20.44) |
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Minhos de Rua a Napoli come a Rio. Napoli: Gli ultimi che non saranno mai i primi. Vivi e lascia vivere!! Vecchi e nuovi poveri. La Napoli del 'tira a campare'...sulle spalle altrui. Made in Napoli? No! Made in China! L'invasione cinese di Napoli, una realtà di altri tempi. |
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