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POLITICA
DS di San Salvatore Telesino(BN).
Proposta programmatica su pratiche partecipative nella vita politica
Lettera aperta alle altre forze
politiche di San Salvatore
PROPOSTA PROGRAMMATICA LE PRATICHE
PARTECIPATIVE NELLA VITA POLITICA ED AMMINISTRATIVA DELLE COMUNITA’
LOCALI.
In
vista delle prossime consultazioni elettorali amministrative, facendo
seguito alle nostre precedenti iniziative politiche, e prendendo spunto
dal decalogo elaborato dalla Quarta Assemblea Nazionale degli Enti Locali
che sperimentano Pratiche Partecipative, svoltasi a MILANO, il 20-21
Ottobre 2006, con questa lettera aperta ribadiamo la convinzione che sia
indispensabile creare spazi per una maggiore partecipazione dei cittadini,
e chiediamo che i programmi elettorali per le prossime consultazioni
elettorali a San Salvatore, prevedano, fra l’altro, i seguenti
obiettivi: 1. Ridurre il consumo di territorio per nuove urbanizzazioni,
applicando al piano regolatore e ai piani strutturali i principi del
riuso, della riqualificazione e del riequilibrio del territorio costruito.
2. Impegnare il Municipio nell’assunzione dell’energia come bene
comune; promuovere politiche locali per la conversione ecologica dell’energia,
attivando la produzione energetica locale, individuando mix energetici
peculiari alle risorse rinnovabili e non privatizzabili di ciascun luogo,
riavvicinando la produzione e il consumo. 3. Elaborare proposte
progettuali innovative ed alternative, privilegiando un sistema di “piccole
opere per lo sviluppo locale” (riassetto idrogeologico, valorizzazione
delle risorse paesaggistiche, archeologiche, storiche ed ambientali,
energie rinnovabili, gestione dei rifiuti, ecc), valorizzando le comunità
territoriali nella cura e ri-appropriazione del proprio territorio;
riconoscendo il valore dei saperi e delle expertises presenti nella
società civile, e favorendo la loro espressione mediante processi
partecipativi di democrazia diretta. 4. Dare centralità alle economie
solidali (nei campi della produzione, dello scambio e del consumo),
adottando indicatori relativi alla qualità della vita e del benessere,
sviluppando il bilancio sociale, di genere, partecipativo e ambientale. 5.
Valorizzare le filiere corte fra produzione e consumo agevolando le
produzioni ecologiche e solidali soprattutto in agricoltura, riconoscendo
ai produttori locali il ruolo di operatori di politiche pubbliche,
attribuendo al Municipio funzioni di promotore e facilitatore di processo
(microcredito, incubatori di microimprese, acquisti verdi, comunicazione,
formazione interna e esterna all’amministrazione, ecc.); promuovere
prodotti eco-solidali e locali negli uffici pubblici, nelle mense
scolastiche; proporre criteri etici nei bandi; sviluppare azioni sulla
responsabilità sociale delle imprese e sulla salvaguardia dei diritti
umani. 6. Evitare il ricorso ad esternalizzazioni e privatizzazione dei
servizi pubblici, che ha portato in tanti comuni al peggioramento dei
servizi e della condizione lavorativa, all’allontanamento dei cittadini
dal controllo, all’aumento generalizzato delle tariffe, promuovendo
invece i consigli di gestione territoriale partecipata dei servizi
pubblici, per una gestione sociale e comunitaria dei beni comuni (quindici
e più anni di politiche di aziendalizzazione, liberalizzazione e
privatizzazione dei servizi di pubblica utilità, hanno dimostrato, nei
fatti di non mantenere le promesse: è peggiorata la qualità dei servizi
è aumentata la precarizzazione del lavoro e sono aumentate le tariffe.
Tale fallimento manifesta che la qualità, l’universalità e l’efficienza
dei servizi può essere garantita solo da un maggior controllo e
partecipazione nella gestione dei servizi stessi da parte dei cittadini).
7. Aderire alla rete di Comuni dell’acqua pubblica e ai principi del
Contratto mondiale dell’acqua, appoggiando le proposte di legge di
iniziativa popolare (regionali e nazionali) sulla ripubblicizzazione dell’acqua.
8. Valorizzare e sviluppare la cooperazione municipalista decentrata come
parternariato fra comunità locali e come strumento di riforma della
cooperazione comunitaria; promuovere consigli di cooperazione locale;
creare relazioni dirette fra soggetti protagonisti, per la cooperazione
allo sviluppo locale autosostenibile e per un’altra economia fondata
sulla valorizzazione dei beni comuni. 9. Stimolare le aggregazioni dal
basso con altre Comunità, per rendere i cittadini protagonisti nel
sistema di governo del loro territorio e delle rispettive risorse, con
principi solidali fra comuni, favorendo nuove e più efficaci pratiche di
democrazia diretta. 10. Sviluppare politiche per i diritti di
cittadinanza, estendendo le buone pratiche sull’accoglienza e sui
diritti di partecipazione, ai problemi quotidiani della casa, dell’ambiente,
del commercio, dell’agricoltura, ecc.
IL SEGRETARIO
Pierluigi Santillo
13.3.07 ore 05:48
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