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POLITICA

  

“Usciamo dalla CdL”. Tre quinti del Nuovo PSI campano pronti alla svolta. La componente Iniziativa Riformista candida Giuseppe Graziani alla segreteria regionale e rivendica l’autonomia e l’equidistanza tra i due poli.

Napoli, 16 dicembre 2004 - “Proponiamo ai socialisti l’autonomia e l’equidistanza tra i due poli”. Giuseppe Graziani, segretario cittadino del Nuovo PSI di Napoli, in conferenza stampa al Gambrinus annuncia così la sua candidatura alla segreteria regionale della Campania, in vista del quarto congresso in programma il 15 gennaio prossimo. Una dichiarazione che segna la volontà di Iniziativa Riformista, la mozione congressuale che raccoglie i tre quinti del partito, di rompere con la Casa delle Libertà. Con lui, nella mozione, Chiara Maffei e Vincenzo Tavoletta, segretari provinciali di Avellino e di Caserta, e Mario Vergognini responsabile di organizzazione della segreteria regionale. “A dimostrazione che l’esigenza di una svolta politica - aggiunge Graziani - è molto avvertita all’interno del partito”. E la svolta, elaborata in un documento, s’intitola “La Campania ed Il Mezzogiorno al Centro dell’azione Socialista-riformista”.  Sotto accusa il “partito virtuale”, quello “del Club degli amici”, che sacrifica tutto in “nome di uno scrannetto”. Per un partito rinnovato negli uomini e nella posizione politica, bisogna invece rilanciare il ruolo della Campania e del bacino del mediterraneo nell’Europa dei 25, “cerniera tra un occidente ricco ed industrializzato e gli avamposti del Sud del mondo”. Basta dunque con un “atteggiamento questuante nei confronti del Continente europeo”, si affronti il problema della criminalità organizzata, che non ha pari in nessuna parte del mondo industrializzato, e si crei una classe dirigente adeguata. Turismo, agricoltura e nuove tecnologie le leve dello sviluppo. E di fronte a un falso bipolarismo la scelta non può che ricadere nella ricerca dell’unità di tutti i riformisti, ovunque si trovino. In altre parole, lasciare il governo. “Perché se è vero che con questo centro sinistra c’è poco da condividere – tuona Graziani - è vero anche che la tradizione riformista socialista non può ridursi a un ruolo di subalternità intellettuale e politica nella CdL”. (16.12.04 ore 14:51)

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