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POLITICA  

Coordinamento Provinciale Mozione Angius/Zani : Il Documento per il Mezzogiorno.

Il documento per il Mezzogiorno, stilato dall’On. Carmine Nardone Presidente della Provincia di Benevento, ha destato unanimi consensi nell’ambito del dibattito precongressuale propedeutico all’appuntamento con il IV Congresso Nazionale dei Democratici di Sinistra. Il Documento, che riportiamo integralmente in calce al comunicato, sarà proposto come ordine del giorno nell’ambito del congresso. Il testo è anche pubblicato sul sito www.socialistieuropei.it

1. L’alternativa strategica del Mezzogiorno consiste nella capacità delle istituzioni locali di essere soggetti autonomi di governo territoriale, enti promotori di innovazione, proprietari di brevetti e di opportunità competitive. Gli enti territoriali locali hanno la responsabilità di mettere in campo capacità d’intervento e progettualità inedite e non attingibili o equiparabili alle culture politiche del passato. Esse però possono essere sostenibili se inquadrate in un contesto di riferimento di elevato respiro culturale, quale quello del Partito Socialista Europeo. 

2. Per l’Europa, per l’Italia, per il Mezzogiorno la sfida ineluttabile è quella di prendere atto del tramonto delle politiche improntate alla “post competitività”, cioè orientate al governo sociale dei risultati economici negativi di un settore. Occorre invece intervenire “ex ante” sulle cause strutturali che generano quei disastrosi risultati economici: evitando sprechi di risorse finanziarie e il degrado ambientale, promuovendo l’innovazione ed una maggiore equità sociale. 

3. Un nuovo soggetto politico deve poter essere un mezzo efficace per combattere lo sfruttamento eccessivo delle risorse del pianeta oltre i limiti della sostenibilità. Deve anche essere lo strumento per combattere lo sviluppo ineguale, su scala locale e su scala globale, di ampie zone del pianeta caratterizzato spesso dall’iniqua distribuzione delle ricchezze e persino dall’impossibilità di accesso al cibo per il sostentamento. Un Partito nuovo in cui le nuove generazioni possano lottare per l'affermazione dei nuovi diritti e in cui sia pienamente rispettato il principio di laicità dello Stato, fondamento di ogni grande Democrazia. 

4. Una maggiore sostenibilità ambientale dello sviluppo ed una maggiore giustizia sociale sono possibili connettendo le politiche globali con le politiche territoriali locali: risorse idriche, infrastrutture, agricoltura e turismo di qualità, aree protette, qualità urbana e mobilità sostenibile. Uno sviluppo sostenibile deve perseguire tre obiettivi principali: 1) l’integrità dell’ecosistema; 2) l’efficienza e la originalità economica; 3) l’equità sociale. 

5. Il settore prioritario d’intervento è quello dell’energia, nodo strategico per il futuro del pianeta. L’energia è alla base delle trasformazioni della società, ma tali trasformazioni devono rientrare in un contesto eco-compatibile: la leva dell’evoluzione sta ormai nel modo sostenibile di produrre, consumare e conservare energia. Così come previsto dal Protocollo di Kyoto, l’abbattimento delle emissioni di anidride carbonica attraverso politiche per il risparmio, le fonti rinnovabili, la riduzione dell'uso dei combustibili fossili, la mobilità sostenibile, sono delle priorità assolute per la salvaguardia del nostro ecosistema. Uno degli obiettivi strategici è l’idrogeno quale vettore principale di energia alternativa. Ma, questa opzione, sarà valida ed utile, solo a condizione che l’idrogeno sia a sua volta prodotto in modo sostenibile, sfruttando convenientemente le fonti rinnovabili o, ad esempio, utilizzando i surplus di energia prodotti e non utilizzati nelle ore notturne. 

6. La fine delle strategie imitative è la condizione essenziale dello sviluppo soprattutto per le aree deboli. Nell’epoca delle sempre più tumultuose trasformazioni non ha più senso confidare in un modello che si limita ad attendere le innovazioni che vengono dalle aree forti e che magari pervengono già depotenziate e sostituite da nuovi frutti della ricerca scientifica e tecnologica. Occorre dunque mettere in campo tutta la capacità di analisi, tutte le energie psico-fisiche per produrre innovazioni in maniera non autorefernziali, ma certificate dalle Autorità indipendenti.

Carmine Nardone Luigi Perifano Giorgio Nista Beppe Russo Giovanna Martano Giuseppe Vetrano Lorenzo Guarnaccia Pietro Medaglia Ubaldo Schifino Antonio Sprizzi Franco Grillo Leonardo Zingaro Lino De Guido Salvatore Brigante Luigi Bray Nunzio Liso Vito Grosso Patrizia Di Giulio Giuseppe Manfreda Roberto Cifarelli Clara Ripoli Cosimo Muscaridola Lorenzo Coia Pasqualino Iannucci Nicola Messere

8.3.07 ore 16:24

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