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POLITICA      

L' Unione Federalista Meridionale rompe l'accordo elettorale con la lega Nord e correrà da sola alle elezioni politica del prossimo aprile.

In seguito alle notizie apparse sulla stampa nazionale, riguardanti un accordo elettorale, dato per certo, tra l’Unione Federalista Meridionale e la Lega Nord, si precisa che era in corso una trattativa promossa dalla Lega, ma che non vi era stata ancora nessuna sottoscrizione da parte dei movimenti politici. L’incontro che doveva portare alla firma dell’accordo è avvenuto a Roma, Venerdì 10 febbraio alle ore 18,00, nella sede della Presidenza del Consiglio dei Ministri, tra la delegazione dell’Unione Federalista, guidata dal Presidente Alfonso Luigi Venosi e quella della Lega Nord rappresentata dal Presidente, Angelo Alessandri, e dall’on. Giacomo Chiappori.

In tale sede si è avuto un chiarimento, che ha indotto il gruppo dirigente dell’Unione Federalista a sospendere la trattativa ed a riunire il Direttivo Nazionale, che ha stabilito quanto segue:

1) Rinunciare alla alleanza con la Lega Nord e partecipare da soli alla competizione elettorale in tutte le regioni possibili;

2) Stigmatizzare il nuovo percorso politico della Lega Nord in riferimento alla alleanza a tutto campo con il movimento politico dell’on Lombardo, che trasforma la Lega Nord nel partito delle poltrone, svilendo un progetto, che poteva coinvolgere l’Unione Federalista e tutti gli elettori del Centro e del Sud desiderosi di affidarsi ad un Movimento garante di un vero cambiamento politico ed istituzionale; Con la decisione della Lega Nord, ancora una volta, gli elettori del Sud e dell’Italia Centrale vengono usati come merce di scambio per favorire i mestieranti della politica e coloro che si identificano nei potentati economici e finanziari occulti o palesi. La pretesa della Lega di riaffermare le sue tesi politiche al Nord e nello stesso tempo svendere il Centro ed il Sud ad esponenti della vecchia nomenklatura, costituisce un vero e proprio tradimento, che, alla fine, pagheranno anche gli italiani del Nord, dai quali Bossi e soci hanno ricevuto il consenso. “Roma Ladrona” si è trasformata in dispensatrice di poltrone e potere anche per i duri e puri leghisti. Tocca adesso agli elettori delle altre due macroregioni italiane dimostrare altrettanta capacità. Se ci riusciranno si potrà inaugurare per davvero una nuova stagione della politica. (18.2.06 ore 07:33)

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