|
Questo spazio è
dedicato alla tua pubblicità
i nostri prezzi |
POLITICA
Proporzionalisti disillusi.
"Lasciate ogni speranza... solo modifiche tecniche". Il profondo
imbarazzo dell'Udc.
(roslav)
Silvio
Berlusconi l’ha detto chiaro tondo: alle legge elettorale politica
apporteremo soltanto “modifiche tecniche” e Sandro Bondi ha aggiunto
che, anche in questo caso, “si procederà a colpi di maggioranza”. Con
buona pace di tutti i proporzionalisti di entrambe le sponde, compreso
Marco Follini, il quale aveva chiesto, prima di entrare nel governo, l’ampliamento
della quota proporzionale, nonché l’introduzione del voto di
preferenza. Ieri il neo vicepresidente del consiglio aveva avvertito l’ostilità
di Berlusconi nei confronti dell’allargamento delle maglie della legge
elettorale in senso proporzionalista, tanto è vero che aveva affermato
che “cambiare la legge a un anno e mezzo dal voto non è semplicissimo…”,
chiosando così quanto aveva affermato il giorno prima il presidente della
Camera, Pier Ferdinando Casini, il quale aveva avvertito che volendosi por
mano alla revisione di questa legge “non si sa verso quali lidi poi si
approda”. “Evidentemente - dice all’AgenParl l’on. Pino Pisicchio,
collegato ai Popolari-UDEUR di Clemente Mastella - queste prese di
posizione di Casini e di Follini sono dirette al Cavaliere poiché,
mettendo in discussione la legge elettorale politica, l’UDC non potrà
non far valere le sue richieste che cozzano con quelle dei loro alleati
della Casa delle Libertà. Facendo così riemergere la mancanza di
coesione all’interno della maggioranza che si esporrebbe a voti
trasversali”. Comunque Berlusconi sembra voler correre anche questa
avventura, forse ritenendo che con la concessione all’UDC di due “portafogli
aggiuntivi” abbia saldato il conto. Il presidente del consiglio ha fatto
sapere che è deciso a mandare avanti la proposta di legge presentata dal
deputato di AN, Vincenzo Nespoli, proposta che prevede la scheda unica che
impedisce al cittadino di votare in modo diverso per il maggioritario e il
proporzionale. Il senatore Nicola Cutrufo (UDC) spera di ottenere che per
la quota proporzionale si lasci agli elettori “almeno la facoltà di
esprimere un voto di preferenza”. Cosa questa che non va giù né a
Forza Italia, né ad AN. Su questo aspetto della questione gli
antiproporzionalisti trovano il consenso dei diessini, sostenitori ad
oltranza del maggioritario, possibilmente, come ha dichiarato Massimo D’Alema,
senza l’appendice del proporzionale. Giustificano questa loro posizione
affermando che essa è diretta a combattere il ritorno al partitismo! In
realtà dicono da Bobo Craxi (Nuovo PSI) a Alfonso Pecoraro Scanio (Verdi)
e a Francesco Giordano (Rifondazione Comunista) in tal modo si rafforza la
concezione elitaria della politica che si consolida nelle mani delle
segreterie dei partiti. (11.12.04 ore 15:46)
prima
pagina
|
Questo spazio è
dedicato alla tua pubblicità
i nostri prezzi |