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OPINIONI
di Rosario Lavorgna Incredibile ma vero: con tante nazione presenti in Iraq solo all’Italia è stato chiesto una grande manifestazione popolare contro Berlusconi, il suo governo e la decisione di inviare i soldati in Iraq. Le Brigate “verdi” di Maometto hanno finalmente scoperto le carte, sottolineando una farsa che, a tutt’oggi, purtroppo è costata la vita del nostro Fabrizio Quattrocchi. A qusto punto, in molti si chiedono se vi sia mai stata una reale attinenza tra il sequestro dei quattro connazionali e la nostra presenza a Nassyria. Il dubbio è quanto mai lecito, anche in considerazione del fatto che già qualche esponente della sinistra, come pure alcuni movimenti ad essa riconducibili abbiano voluto rimarcare a chiare lettere le presunte “bugie del governo Berlusconi” in merito alla liberazione degli ostaggi e alla relativa trattativa. Come da copione, insomma, prima Madrid: il terribile attentato, le accuse di “bugie” del governo Aznar sull’evento sanguinoso, la vittoria elettorale di Zapatero; poi Roma: la cattura degli ostaggi, l’uccisione barbara di uno di loro, le false aperture dei terroristi, la richiusura, le accise di bugie al governo Berlusconi ed infine la richiesta indirizzata al popolo italiano di manifestare contro il suo governo in carica, pena l’uccisione dei restanti ostaggi. Peccato che in Italia non si vota! Un fatto è oramai fuori da ogni ragionevole dubbio: abbiamo a che fare con un gruppo di terroristi sui generis, ai quali non sembra interessare la sorte dell’Iraq, men che meno combattere gli Americani direttamente. Il loro unico interesse attuale è sgretolare un governo amico degli Usa e per giunta targato Berlusconi, pur consapevoli del fatto che le nostre truppe in Iraq non sono forze d’occupazione. L’esistenza di una regia occulta a tutto quello che stiamo assistendo è un fatto scontato. Esistono troppi riferimenti precisi alla politica nazionale, troppe circostanze vanno a braccetto, tanto è che la mira si è spostata ormai alla destabilizzazione del nostro paese istigando e provocando strumentalizzazioni. Come a dire: ‘in politica tutto fa brodo’. A questo “appetitoso” piatto di maccheroni mancava il cacio: la richiesta sempre più pressante delle sinistre radicali e di quei movimenti che ad esse fanno capo del ritiro immediato delle truppe, pur nella consapevolezza umana e individuale che un ritiro immediato del nostro contingente non solo rappresenterebbe una vile fuga dalle responsabilità internazionali, ma soprattutto l’anarchia per una terra dove si affaccia anche lo spettro della pulizia etnica. Ma esiste in Italia una porzione della politica, anche se infinitesimale, a cui possa giovare una situazione del genere tanto da strumentalizzarne persino l’angoscia? Evidentemente sì! E’ troppo impegnato l’Iraq attuale nelle sue guerriglie urbane e nel suo conflitto ideologico religioso per venire ad osservare le nostre faccende domestiche. E’ chiaro che il binocolo utilizzato dai terroristi è un made in Italy. (27.4.04 ore 15:34) |
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