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OPINIONI

The Passion of Christ, l’evento cinematografico che sta sbancando i botteghini di tutt’Italia. Quando il racconto evangelico diventa cruda realtà storica, fatta di sangue, polvere e follia.

di Rosario Lavorgna

“In principio era il Verbo… ed il Verbo era presso Dio…”. Ma quando il Verbo si trasferì tra gli uomini, solo il sangue e la polvere rimase di Lui all’ombra dell’Impero.

La tradizione cristiana ci aveva abituati ad una diversa visione del dramma culmine della nostra fede, presentandoci la passione e morte di nostro Signore in maniera che non potesse ostacolare i sentimenti e mescolare paura, indignazione e rabbia.

Il grande capolavoro di Franco Zeffirelli aveva contribuito a questo nostro immaginare la vita, le azioni ed il dolore di una figura straordinaria, anche se in maniera soft, senza farci vivere in diretta quel dolore, senza farci immergere in quella polvere, senza trascinarci nella rabbia di un assassinio voluto, cercato ed ottenuto.

La pellicola firmata da Mel Gibson, viceversa, presenta la cruda e spettrale realtà con effetto surround. Il dolore allo stato puro, il martirio di un corpo, di un’anima; la perversione dell’ingiustizia, una Shoa individuale che, duemila anni fa, portò la cristianità alla concezione di se stessa.

Una vicenda umana terribile, intrisa del sangue e della polvere nella quale l’umanità è destinata a trascinarsi, della rabbia e del pentimento che fa degli uomini gli animali più contraddittori del pianeta.

Si resta impressionati, esterrefatti davanti a tanta violenza che, tutto ciò che ci circonda in quel momento diventa illusione, sogno, fantasticherie di una vita normale.

Attraverso ogni singola scena del film di Gibson si rivive tutta la nostra esistenza fatta di terrorismo, estremismo, violenza pubblica e privata, fanatismo, persecuzione, follia.

Un film perverso e geniale allo stesso tempo che, attraverso la cura dei dettagli e del linguaggio rigidamente originale, riesce a provocare in noi quelle lacrime sincere, degne di un pentimento che a tutt’oggi non trova ancora posto nell’orripilante mondo che ci fabbrichiamo all’ombra di quella croce.  (9.4.04 ore 10:43)

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