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L'OPINIONE

Una frase scritta su di una lavagna mi ha intrigato: “Io vorrei soltanto che la scuola di colpo crollasse e tutti i professori cambiassero mestieri”.

di Rosario Lavorgna

Una scritta sulla lavagna di un liceo classico ha attratto la mia attenzione sia da cronista sia da osservatore dei mutamenti psico sociali. “Io vorrei soltanto che la scuola di colpo crollasse e tutti i professori cambiassero mestieri”. Assodato che non si tratta del solito terrorista islamico che nello zainetto al posto dei libri trasporta tritolo, la domanda ci viene spontanea: perché un atteggiamento tanto pessimista viene espresso da ragazzi nel fior fiore della gioventù? 

Le risposte a questa domanda potrebbero essere molteplici ma suppongo che nessuna di esse riesca ad inquadrare il problema nella sua drammaticità. Anche vi scrive è andato a scuola, ma non ha mai idealizzato il crollo di nulla, e nemmeno, e penso di interpretare i sentimenti della mai generazione, né il repentino cambiamento di mestiere dei signori professori. La mai generazione, al massimo, si dedicava ai riti ‘celtici’ del filone e dell’impreparato patologico. Ma ci saremmo sognati di augurare eventi sismici per la nostra scuola. Il malessere interiore che porta ad esternare simili considerazioni, e ad affidarli ad una lavagna, dovrebbe farci riflettere e condurre chi di dovere a cercare una alternativa ad un modo tanto chiuso di concepire la scuola. Una frase del genere mi conduce a pensare che chi l’ha scritta si sentisse in gabbia, incapace di esprime i propri sentimenti in maniera diversa se non quella di scontrarsi con un sistema che molto raramente garantisce a tutti il diritto di essere se stessi. Questo non significa infrangere delle regole o calpestare le fondamenta stesse di una Istituzione nata per educare, ma almeno bisognerebbe accorgersi, e sarebbe ora di farlo, che le esigenze ed i bisogni delle nuove generazioni sono drasticamente mutate, grazie anche ad una società multietnica e multimediale che ha imposto, de facto, uno stile di vita diametralmente opposto ai vecchi contenitori scolastici. Oggigiorno, invece, più che adeguarsi ai decenni che trascorrono, si pensa molto di più ad arginare fenomeni come il bullismo ed il cellulare in classe. Sono più che certo, come già avviene in altri paesi europei, che se la scuola italiana proponesse un diverso approccio alla cultura come alla formazione dei ragazzi, queste problematiche resterebbero circostanze isolate. (26.3.07 ore 21:27)

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