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OPINIONI

"Rischiano fino a tre anni di carcere «Non andiamo in Iraq», 5 piloti sotto inchiesta". Ammutinamento con regia occulta? Mai tanto fango sul nostro glorioso Esercito.

di Rosario Lavorgna

Non abbiamo effettivamente capito cosa sia successo ai 5 piloti elecotteristi dell'Esercito resisi protagonisti, loro malgrado, di un "presunto" ammutinamento, termine per altro di stampo prettamente bellico. Un fatto è certo: in Italia, paese del motto "cadi come il cacio sui maccheroni", l'incresciosa situazione è maturata proprio nell'ambito del dibattito parlamentare sul prosieguo della missione italiana in Iraq. Una circostanza quanto mai emblematica per poter cominciare a definire qualche responsabilità di sorta all'evento. Alcuni media hanno addirittura parlato di un coinvolgimento politico nella decisione dei 5 piloti dell'Esercito Italiano che hanno rifiutato di andare in Iraq. La cosa strana non è tanto la possibilità di una longa manus sull'accaduto, ma il fatto che mai prima d'ora era successo un episodio tanto grave da poterlo definire ammutinamento. Infatti, sia nell'operazione Nuova Babilonia, come nelle precedenti missioni nei Balcani, i rappresentanti dell'Esercito, come degli altri corpi della Difesa, non avevano mai denunciato carenze di qualsiasi genere, men che meno l'incolumità personale. D'altra parte, il discorso sull'incolumità lo possono fare tutti tranne i soldati. A questo punto, la situazione è sfuggita di mano, la Procura militare ha aperto un'inchiesta, il Comando del quale i cinque soldati appartengono ha fatto la stessa cosa, e l'intera Nazione si chiede cosa sia realmente successo intendendo ciò che è stato visibile e ciò che non lo è stato. I soldati infdagati hanno sottolineato:"I nostri mezzi non hanno difese adeguate". Ma cos'è un'altra scoperta dell'acqua calda? Hanno dovuto attendere la missione in Iraq, ed il loro turno di partenza perchè dovessere evidenziare tali carenze? Non è stato forse lo stesso per la missione in Afganistan, o quella precedente nei Balcani, come tutte le missioni nelle quali sono impegnati i nostri soldati?. Perchè proprio adesso? E' un po come se gli Americani, dopo aver perso centinai di soldati in Iraq dicessero: "Ma sai, l'elicottero Apache non è un mezzo sicuro, anzi non ha difese adeguate"! L'immane tragedia di Nassyria ha colpito tutti, tutti noi siamo stati uccisi dentro per 19 volte, ma con ciò non confondiamo l'amore patrio, la devozione al tricolore con l'interessata codardia di chi fa il burattinaio comoddamente appollaiato sugli scranni del potere politico, gestendo persino le divise. Una volta, quando le bombe realmente cadevano e l'Italia era un cumolo di macerie e di morte, ci si ammutinava per aver salva la vita dalla morte sicura. Oggi che la democrazia regna nel Bel Paese si tenta di infangare, con pretesti mirati e dichiarazioni giustapposte, la nostra credibilità, la nostra gloriosa storia, il tanto sangue versato per la libertà. (8.3.04 ore 10:42)

 

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