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L'OPINIONE
Un parlamento precostituito a tavolino.
Tutto questo nel silenzio ingombrante di autorevoli padri della Patria,
probabilmente impegnati in questo gioco perverso a sistemare la
candidatura sicura di nipoti, figli o generi.
di Virgilio Caivano*
Il
prossimo sarà un parlamento di yesman ed ancora più grave precostituito
a tavolino. La perversione dell'attuale sistema elettorale e la doppia
morale dei vertici dei partiti politici ci regaleranno un parlamento non
rappresentativo della volontà popolare ma dell'appartenenza ai capi e
alle lobby trasversali che occupano da sempre i partiti politici, non più
luogo di elaborazione di proposte e progetti, ma semplici carrozzoni
elettorali. Lo scandalo della candidature paracatudate da Nord a Sud,
nonostante i proclami della Sinistra che oggi ne abusa alla grande, frutto
di compromessi e appartenenze anche familiari è sotto gli occhi di tutti
ed offende ed umilia l'intelligenza dei cittadini elettori. La diaspora o
meglio ancora la fuga di tanti dirigenti e parlamentari uscenti dei
Democratici di Sinistra è solo la punta di un grande icesberg che tocca
trasversalmente tutte le forze politiche. Dopo il 9 aprile troveremo
seduti in parlamento mogli di segretari politici nazionali, di ministri,
di autorevoli personaggi dello spettacolo e dell'impresa, tutti legati a
doppio filo ai capi partito e per nulla radicati al territorio e
soprattutto all'elettorato, con conseguenze devastanti per la democrazia e
la partecipazione popolare. Tutto questo nel silenzio ingombrante di
autorevoli padri della Patria, probabilmente impegnati in questo gioco
perverso a sistemare la candidatura sicura di nipoti, figli o generi. Con
la disoccupazione che viaggia a tre cifre un posto in parlamento vale
davvero oro. Con buona pace dei cittadini elettori impegnati a discutere
di fattorie e fratelli maggiori. Una situazione di degrado morale e
politico che denunciamo con forza all'attenzione della pubblica opinione e
dei media affinché nel nostro Paese si apra una discussione seria sull'argomento.
Altro che deriva plebiscitaria, qui siamo alla dittatura dolce di una
oligarchia trasversale che sta cloroformizzando il Paese anche con la
complicità del servizio pubblico che su questo problema non apre bocca
come dimostrano ampiamente tutte le trasmissioni politiche andate in onda
fino ad oggi.
*Virgilio
Caivano, Portavoce Coordinamento Nazionale Piccoli Comuni press@piccolicomuni.com
26.2.06 ore 8:32
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