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L'OPINIONE
di Pietro Di Lorenzo Il titolo è certamente una speranza e forse un augurio che potrebbe far bene allo stesso centrosinistra che da anni si dibatte in una crisi che paralizza finanche il confronto politico. Nell’aria si sente un bisogno di cambiamento che poi alla prova elettorale non si apprezza. Ed allora ecco che il dibattito si sposta sull’alternativa, sulla mancanza di coesione di un centrodestra che nella nostra regione e forse nella nostra provincia assume caratteristiche preoccupanti. Proviamo un po’ ad analizzare i vari passaggi politici ad iniziare dal 1994, con Mastella che si candida con il CCD nel centrodestra e diventa ministro nel primo governo Berlusconi. Le dimissioni della Lega e poi il governo Dini. Siamo nel 1995 si vota per la provincia e la regione campania. Sempre insieme a Mastella il centrodestra vince e si insedia con Russo alla Rocca dei Rettori e Rastrelli a Santa Lucia. Le continue tensioni nel centrodestra provocano il ribaltone alla regione ed alla provincia, dove si vota nell’anno 1998. Si sfidano Nardone e Mazzoni. Vince il primo. Ma ecco che dopo un po’ si dimette il capo dell’opposizione. Alle successive elezioni provinciali a sfidare Nardone c’è Feleppa per il centrodestra. Vittoria del centrosinistra, ma poco dopo il candidato del centrodestra e leader dell’opposizione in consiglio provinciale si dimette ed oggi milita nello schieramento opposto! Analogo discorso alla regione. Dopo il governo del ribaltone con Losco presidente, si sfidano Bassolino e Rastrelli. Vince il centrosinistra ma poco dopo il leader centrodestra Rastrelli si dimette. Alle ultime consultazioni regionali la storia è nota. La realtà brucia: Bassolino stravince (questo tutti lo sapevano) ma il rappresentante del centrodestra, quello che aveva dichiarato di essere pronto a sacrificare il seggio a Montecitorio per far rivivere una stagione di speranza al centrodestra in Campania si è miseramente arreso, dimesso anche lui. Non prima di aver contribuito alla moltiplicazione delle commissioni consiliari ed al conseguente aumento delle spese per il funzionamento della regione. Scusate, ma noi siamo abituati ad apprezzare i politici che sono in prima fila, che sfidano le posizioni degli avversari con comportamenti ed azioni coerenti, che non temono l’impopolarità momentanea se devono affrontare questioni ideali. Politici che non si arrendono di fronte alla prima difficoltà. Uomini in grado di fare opposizione e poi di proporsi come forza di governo. Ecco forse quello che manca al centrodestra in campania e nel sannio. Finora però un confronto aperto e serio su questo argomento non c’è ancora stato. Eppure siamo da anni all’opposizione, speriamo di non continuare a rimanerci. Ma c’è bisogno di alternative, credibili però. 3.12.05 ore 17:04 |
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