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PAESE ITALIA
Da sempre l’equazione adozioni
internazionali uguale a bustarelle in dollari. Mi compro il figlio : la
storia di un’ordinaria adozione all’est d una coppia romana che ha
raccontato tutto.
Una
coppia romana racconta ad un quotidiano ciò che vivono gran parte delle
coppie che si recano ad adottare bambini all’est, e ciò che tutti
sanno da sempre diventa scandalo. Ha
suscitato sdegno l’articolo che racconta la trattativa per avere in
adozione una bambina in Ucraina apparso sul Messaggero il 7 dicembre .
Crudo racconto di una madre e di un padre adottivi , come altri 28.000
in Italia (tanti sono i genitori adottivi in coda per un bambino in
questo momento da una stima certamente in difetto ) che narrano che cosa
avviene, avveniva, e probabilmente avverrà, ogni qual volta ci si
avvicina all’adozione internazionale. Perché le Adozioni
Internazionali si fanno in nazioni del terzo mondo, o dove la legalità
è un termine sovente neppure conosciuto dai poveri disgraziati che vi
nascono. “ Per quale motivo questo articolo, abbia suscitato questa
reazione non l’ho ancora capito” afferma Fucili Alessandro Maria ,
del Portale www.LoretoBambino.it , una vita spesa per proteggere minori
in difficoltà “ questa prassi delle bustarelle è ancora la
normalità anche in molti paesi del sud america, non solo dell’Est
Europa”. L’Adozione Internazionale ha molte volte registrato casi di
illegalità, di compravendita di bambini e di adozioni clandestine, ma
questa vicenda solleva un ben diverso aspetto: quello della consuetudine
del malcostume della tangente nel percorso delle adozioni
internazionali, con richieste e consegne di denaro sia all’estero che
in Italia. “Le richieste di regali o di modeste somme di denaro sono
quotidiane quando sei all’estero” ci dice un avvocato , anche lui
genitore adottivo “ e mensili qui in Italia. Ma tutti lo sanno ed
avviene quasi alla luce del sole, senza troppe cerimonie”. Le
istituzioni italiane dovrebbero garantire controlli nelle transazioni,
ma non hanno gli strumenti. “Controlli ? E come possono farli se la
CAI ( Commissione Adozioni Internazionali ) non ha neppure una banca
dati che indichi il numero dell’iter di ogni coppia italiana, e l’intero
suo percorso che dura al minimo 36 mesi? “ afferma Fucili “ E chi
controlla all’estero l’operato degli Enti Autorizzati italiani se
non ricevono controlli neppure in Italia? “ Un gran businnes, tra
soldi ufficiali e cifre sottobanco, senza controlli incrociati e
verifiche adeguate sia in Italia che all’estero. “Noi abbiamo messo
in campo la Proposta di Legge 4998/04 per riordinare, anzi creare da
zero, anche il sistema di controllo delle Adozioni Internazionali “
continua Fucili di www.LoretoBambino.it
“ Ma neanche a dirlo la PdL 4998/04 è insabbiata alla Commissione
Giustizia della Camera” Senza controlli , quello che veniva chiamato
il far west delle adozioni non è affatto peggiore del sistema di
compravendita che regna sovrano ora: sotto gli occhi di tutti. E chi
può, il figlio se lo compra. Info e commenti Mobile 348.3340603.
(8.12.05 ore 13:49)
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