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PAESE ITALIA
"L´Italia dei giornali
fotocopia" Viaggio nella crisi di una professione Con 4 interviste
a Giuliano Ferrara, Paolo Gambescia, Ezio Mauzo, Paolo Mieli.
di Virgilio Caivano
L´Italia
dei giornali fotocopia di Alessandro BARBANO è il titolo del libro
scelto dal Coordinamento Nazionale dei piccoli Comuni italiani per il
premio nazionale "L´informazione e i piccoli comuni". Il
libro si propone di dimostrare che esiste una stretta correlazione tra
la crisi di vendita dei quotidiani e la loro omologazione culturale. La
tesi è sviluppata dall´autore nella prima parte, attraverso un lavoro
di analisi e di ricerca. Nella seconda parte sono presentate 4
interviste ad alcuni dei grandi maestri del giornalismo, con i quali si
apre un confronto sulle ragioni della crisi e sul modo di uscirne. Il
punto di vista da cui si svolge l´analisi integra un sapere
professionale con uno accademico: cioè utilizza la cassetta del
mestiere propria del giornalista, ma anche la lettura scientifica dello
studioso. La tesi sostenuta è che l´evento tecnologico degli ultimi
cinque anni ha imposto nella redazione un ribaltamento dei fini della
comunicazione: da strumento per esaltare le differenze è divenuto
metodo di replicazione di un modello unico indifferenziato. L´effetto
di questo processo non risiede tanto nell´inattendibilità, o
addirittura nella palese falsità dell´informazione, quanto nella
perversa rincorsa emulativa che induce i giornali ad un processo di
omologazione, indifferente rispetto ai contenuti. All´autore del
libro,Alessandro Barbano, 43 anni, caporedattore del Messaggero e
docente di teorie e tecniche del linguaggio giornalistico presso la
Facoltà di Scienze umane e sociali dell´Università del Molise,
riconosciamo il grande merito ed il coraggio di aver saputo aprire uno
squarcio di luce nelle tenebre dell´informazione omologata e non sempre
vicina e sensibile agli ultimi, ai più deboli. Il libro rappresenta per
i piccoli comuni un riferimento importante perché la corretta
comunicazione e l´informazione di qualità risultano strategiche per il
rilancio vero di una parte dell´Italia non vista e non letta e da
troppo tempo dimenticata o utilizzata come evocazione di un mondo
bucolico che non esiste più. I grandi giornali italiani sono sempre
più distanti dal Paese reale, poco attenti alle dinamiche sociali che
partono dal basso e sempre di più sensibili a fiancheggiatori di
logiche politiche superate e fuori dalla storia. Un pericoloso
atteggiamento che rischia di portare i grandi quotidiani ad essere
sempre di più oggetto di sfiducia e poco seguiti dai cittadini lettori
che sempre di più privilegiano i piccoli giornali locali ben radicati
sul territorio e più attenti alle questioni quotidiane. La crisi di
valori del Paese trova proprio nella crisi d´identità dei grandi
giornali lo specchio fedele di una realtà in continuo movimento che
sembra poter fare a meno del giornale classico tanto amato dagli
italiani ed oggi sempre di più visto come un soggetto di parte, ricco
di chiacchiere senza nessun costrutto. Il coordinamento nazionale
porterà il libro in tute le piazze, nelle scuole e nei luoghi di
cultura dei piccoli comuni italiani per sollecitare dal basso quella
riflessione culturale sulla buona comunicazione e sulla corretta
informazione, valori indispensabili, necessaria per costruire una Paese
migliore e più attento ai giovani i cittadini del domani.
(26.11.05 ore 11:24)
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