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INTERNET
Si è svolto ieri, al Ridotto del teatro
delle Muse di Ancona, il workshop organizzato dall'Anso sulla scrittura
per il web.
Si
è svolto ieri, al Ridotto del teatro delle Muse di Ancona, il workshop
organizzato dall'Anso sulla scrittura per il web. 170 i partecipanti, tra
cui studenti, web writer, giornalisti del web ma anche della carta
stampata. Nella prestigiosa cornice del Teatro delle Muse di Ancona, si è
svolto ieri "Scrivere 2.0", workshop tematico sul giornalismo in
Internet organizzato dall’ANSO (Associazione Nazionale Stampa Online),
con il patrocinio dell'Ordine dei Giornalisti delle Marche. Il seminario,
tenuto da Luca De Biase, si proponeva di affrontare gli aspetti peculiari
della scrittura sul web, con particolare riferimento alle sue applicazioni
nei giornali online e nei siti di informazione. Il risultato, grazie agli
stimolanti spunti del docente e di Max Giovagnoli, e ai numerosi
interventi da parte di una platea folta, eterogenea e, soprattutto,
attenta e partecipe, è stato ampiamente raggiunto. Dopo l'introduzione di
Luca Lorenzetti, Presidente dell'associazione e direttore di GoMarche.it
(che nell'occasione ha anche presentato la nuova grafica del quotidiano),
il Presidente dell'Ordine dei giornalisti delle Marche Gianni Rossetti ha
salutato la platea. Quindi la parola è passata a Luca De Biase. Il
giornalista ha iniziato il proprio intervento con una riflessione sull’evoluzione
dell’online nell’ultimo decennio. Il World Wide Web è divenuto, a
poco a poco, lo spazio in cui ognuno può sentirsi chiamato a dire la sua,
grazie all'estrema semplicità con cui è possibile aprire un blog
personale e ad una nuova concezione del "fare informazione". Non
è più possibile "targettizzare il pubblico", ha detto De
Biase, "da un rapporto di tipo gerarchico con i lettori si è passati
al dialogo, una conversazione allargata che coinvolge attivamente
giornalisti e utenti, in uno scambio di punti di vista e visioni che non
può che arricchire tutte le parti in gioco". Secondo De Biase,
comunque, Internet non è nient'altro di più di uno strumento, un mezzo;
ma "la questione di reale interesse non è più sugli strumenti,
bensì sul contenuto". Bisogna essere in grado di proporre contenuti
che interessino: chi fa informazione deve essere fedele al pubblico (al
contrario di chi fa comunicazione che è fedele alla fonte del messaggio
da veicolare). I giornalisti sono al servizio degli utenti a cui si
rivolgono e nei confronti dei quali si prendono le proprie
responsabilità; e gli utenti, proprio grazie a questo nuovo mezzo, la
rete, dimostrano quotidianamente un modo di porsi decisamente attivo. Max
Giovagnoli, giornalista new media, web editor e saggista, ha posto
l'attenzione sulla qualità della scrittura, riflettendo sull'importanza
delle dinamiche emozionali nella scrittura. "Parlare di emozioni
quando si scrive non significa partecipare a ciò che si racconta in modo
compassionevole, piuttosto descrivere le emozioni, e raccontare non solo i
fatti ma anche le storie dei loro protagonisti. Questo vale sia per il
fatto di cronaca che per la partita di basket". Si è poi parlato del
potere di Google, dei milioni di blog esistenti in tutto il mondo, dell’uso
sempre più diffuso del Podcast e di molto altro; quattro ore dense che
hanno soddifatto alcune curiosità e aperto nuovi spiragli a molti.
(21.1.06 ore 16:09)
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