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Web e legge Urbani. Sono stati formalmente presentati gli emendamenti che dovrebbero modificare le disposizioni antipirateria web.

Le legge Urbani sta per cambiare? Sono stati formalmente presentati gli emendamenti che dovrebbero modificare le disposizioni antipirateria tanto discusse. Sanzioni più morbide per chi scarica opere protette per fini non di lucro. E’ ripartito l’iter di revisione della legge antipirateria, meglio nota come decreto Urbani. Franco Asciutti, presidente della commissione Istruzione pubblica del Senato ha infatti formalmente presentato gli emendamenti che dovrebbero modificare le disposizioni che hanno sollevato tanto clamore e polemiche e che fissano sanzioni piuttosto pesanti anche per violazioni minime della legge sul diritto d'autore. Questi emendamenti sarebbero il frutto del lavoro svolto da una commissione istituita in questi mesi proprio per capire come cambiare una legge tanto importante e discussa nell’ottica di salvaguardare il diritto d'autore nell'era digitale. In particolare, le modifiche mirano a rendere la legge meno rigida, limitando per esempio l’applicazione delle sanzioni penali più gravi, carcere e multa, soltanto a chi mette in Rete opere protette per finalità di lucro. In tal modo chi, sfruttando la condivisione dei file, usa contenuti digitali protetti non correrà più il rischio (oggi esistente) di incorrere in pene detentive, ma eventualmente potrà essere soggetto a sanzioni pecuniarie di importo contenuto che permetteranno anche la cancellazione del reato (oblazione). Tra le novità, c’è anche l'adozione di codici "deontologici e di buona condotta" focalizzati su temi specifici del settore Internet, e la promozione di nuovi modelli di diffusione e sfruttamento economico dei contenuti digitali. “Sono state rese più equilibrate e più giuste le disposizioni per la lotta alla pirateria informatica". ha sottolineato Lucio Stanca, ministro per l’Innovazione e le Tecnologie. Da parte sua, il senatore dei Verdi Fiorello Cortiana, che si era schierato prepotentemente a favore di una revisione della legge, si è detto soddisfatto degli emendamenti proposti, ma ha anche sottolineato la necessità che avvengano in tempi rapidi. Oggi infatti un ragazzino che scarica dal web una canzone può ricevere anche 4 anni di galera. Come dire, chi ha tempo non aspetti tempo. da www.pcw.it (28.1.05 ore 19:22)

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