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I FATTI
Napoli. 40 anni fa moriva Totò, il
Principe della risata. Ma il suo spirito rivive nella quotidianità di
tante persone
di Anna Civitillo
Il
15 aprile del 1967 moriva a Roma il principe Antonio De Curtis,
universalmente noto come Totò. A 40 anni dalla scomparsa di uno dei
simboli di Napoli, è prevista una lunga serie di iniziative per omaggiare
il popolare attore, cui è già stata dedicata, durante le festività
pasquali, una mostra nello storico Salone Margherita. Indimenticabile, 40
anni fa, il “doppio funerale” napoletano, cui parteciparono migliaia
di persone, celebrato il 17 aprile nella Basilica del Carmine Maggiore. E
numerosi i luoghi che a Napoli continuano a parlare di lui: a partire dal
popolare rione Sanità, dove nel 1898 nacque il figlio illegittimo del
principe de Curtis e di Anna Clemente. “Sono passati quarant’anni da
quell’aprile del ’67 ma Totò continua a vivere nella quotidianità di
tante persone” scrive Antonio Bassolino nel blog del suo sito internet
alla vigilia di questo importante anniversario. E prosegue: “Penso che
Totò sia quello spirito di Napoli irrompente e creativo, quella forma di
vita stilizzata che non si oppone alla normalità dei rapporti sociali ma
non vi aderisce e tutto sommato se ne infischia. Totò ci fa ridere
perché con il corpo e con la lingua mette confusione dove noi cerchiamo
ordine, crea incertezza quando noi invochiamo sicurezza, fa dispetti
mentre noi ci imponiamo di essere gentili”. Sulla stessa linea anche
Renzo Arbore, che all’attore napoletano ha dedicato uno speciale tv per
i 25 anni dalla morte (“Caro Totò ti voglio presentare”): “Faccio
mia la frase di Dino De Laurentiis, Totò è stato il più grande attore
italiano di tutti i tempi”. “Totò - spiega ancora Arbore - non era
affatto consapevole della sua grandezza, era stato solo baciato dalla
grazia del suo talento e ha avuto anche la fortuna di lavorare spesso con
cattivi registi con i quali poteva essere più libero di improvvisare”.
I grandi del cinema italiano renderanno omaggio a Totò in una serata
speciale che la Festa del Cinema di Roma (dal 18 al 27 ottobre 2007)
dedicherà al Principe della risata, con la proiezione in anteprima di un
film documentario realizzato da Barbara Calabresi e Diana de Curtis. Il
documentario è una sorta di album di famiglia che scorre, rivelando
documenti fino ad ora sconosciuti: una preziosa raccolta di 15 fumetti del
1954, che vedono protagonista Totò (che ne ha scritto i testi e diretto
la realizzazione); il suo primo provino per il cinema; manoscritti,
lettere d’amore, poesie e canzoni mai pubblicate e fotografie messe a
disposizione, per la prima volta, dalla famiglia. “Attraverso i luoghi
che ha amato (Capri, Viareggio, Napoli, Roma, Costa Azzurra) - dicono le
due autrici - gli spettatori scopriranno gli aspetti più segreti e
privati dell’uomo Antonio de Curtis, principe serio e malinconico e di
Totò, artista immortale. La Festa del Cinema è un’occasione unica per
dare voce a lui, Totò, e ascoltare le voci che hanno riempito la sua vita”.
(14.4.07 ore 23:51)
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