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I FATTI

Un reperto santagatese a rappresentare l’Unione Europea in Quirinale. L’Archeoclub di Sant’Agata dei goti chiede il ritorno a casa del “Ratto d’Europa” per renderla visibile al pubblico insieme ad altri preziosi reperti.

di Angela Pietronigro

Per la celebrazione del cinquantesimo anniversario della nascita dell’Europa, nel Salone dei Corazzieri, al Quirinale, è stata allestita una speciale mostra intitolata “Capolavori dell’Arte Europea”. La particolarità risiede nello spirito che ne sta alla base. Ciascuno dei 27 Paesi membri ha presentato un’opera d’arte ritenuta rappresentativa non solo della storia del Paese d’appartenenza ma soprattutto dell’unione con l’Europa. Un’iniziativa dal valore simbolico che ha lo scopo di rinvigorire quell’antico sodalizio che, a partire dal lontano 25 marzo 1957, ci ha legato attraverso 50 anni di storia comune. Accanto ai Trattati di Roma, grazie alla firma dei quali sono nati la Comunità Economica Europea e l’Euratom, è esposta l’opera che incarna il sentimento europeo della nostra Nazione. Si tratta del “Ratto d’Europa”, un vaso del IV secolo a.c. firmato dal famoso pittore greco Asteas e proveniente da Sant'Agata dei Goti. Quasi sicuramente, l’antica Saticula faceva parte della Magna Grecia; proprio per questo la cittadina, nei secoli, ha acquisito un grandissimo interesse storico ed archeologico. Il “Ratto d’Europa” fu rinvenuto, illecitamente, nel borgo santagatese durante degli scavi clandestini effettuati intorno alla metà degli anni settanta. Acquistato per un milione delle vecchie lire da un antiquario di Basilea, fu, a sua volta, venduto al Getty Museum di Malibù, in California. In seguito ad un’indagine dei Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale, che ne stabiliva la provenienza illegittima, il vaso fu spontaneamente restituito all’Italia insieme ad altri due reperti, dai responsabili dello stesso museo. Tecnicamente “Il Ratto d’Europa” è un cratere a calice a figure rosse con sovradipinture bianche, di chiara manifattura campano-greca, risalente al 340 a.C. circa. Le illustrazioni riguardano il viaggio di Europa sul toro (ZEUS) dai lidi fenici (rappresentati da Afrodite e Adone) fino a quelli di Creta (raffigurati come Zeus, Creta stessa e Hermes) attraverso il mare che prende le forme di Scilla e Tritone. Nella parte posteriore sono raffigurati al centro Dioniso, con una menade, e satiro ed, infine, nella fascia superiore, un thiasos dionisiaco. Al termine della mostra, il vaso verrà probabilmente ospitato nel museo romano di Villa Giulia che contiene reperti di origine etrusca, ma nessuna decisione definitiva è stata presa in merito alla sua collocazione futura. In considerazione di ciò, il Presidente protempore dell’associazione Archeoclub di Sant’Agata dei Goti, Michele Biscardi, propone di riportare nel territorio santagatese questa significativa ed importante opera. In una lettera aperta chiede al Presidente della Provincia di Benevento, Carmine Nardone ed alle altre istituzioni competenti, di poter esporre il “Ratto d’Europa” nel castello cittadino, sede ideale per l’allestimento di un Antiquarium. In questo modo, sarebbe possibile anche recuperare un gran numero di reperti che si trovano, da oltre un secolo, in “affidamento” presso privati e che, se non reclamati per tempo, rischiano di non essere più patrimonio di tutti. Ammirare, studiare e promuovere questo patrimonio costituirà, non solo per i cittadini santagatesi, un momento di crescita sia economica e culturale, che di attaccamento e amore per la propria storia. (30.3.07 ore 20:37)

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