QUOTIDIANO D'INFORMAZIONE

 

Attualità - Cronaca - Politica - Fatti - Eventi - Cultura - Spettacolo -Sport- Benevento - Regione - Italia - Speciali - Internet

Questo spazio è dedicato alla tua pubblicità

i nostri prezzi

I FATTI

Provincia di Avellino. Grottaminarda e Gesualdo in simbiosi per la III Edizione del Carnevale. Alcuni cenni storici su questa antichissima festa.

di Maria Ianniciello

La “Number 1 Animazione” ha organizzato con il patrocinio dei Comuni di Grottaminarda e Gesualdo la “III Edizione del Carnevale”. A Grottaminarda (vedere foto) la sfilata di carri allegorici- realizzati in carta pesta- si è svolta il 18 e il 20 febbraio 2007, mentre a Gesualdo si svolgerà il 24 e il 25 febbraio. Molte le maschere e svariati i carri, i quali raffigurano politici locali e nazionali, personaggi dei cartoni animati e della quotidianità. Ma qual è la genesi di questa festività ? Il Carnevale è una festa popolare, le cui origini risalgono agli antichi egizi, i quali in onore della dea Iside organizzavano feste e riti sacri. Nell’antica Grecia venivano celebrate tra il 15 marzo e il 15 aprile le “Grandi Dionisiache”, in onore di Bacco, il dio del vino e della vita. I Saturnali furono per i Romani la prima espressione del Carnevale e progressivamente assunsero le sembianze di una festa popolare. I festeggiamenti in onore di Saturno, il dio dell’età dell' oro, iniziavano il 15 dicembre e si concludevano a marzo. Durante questo periodo tutto era permesso. Tuttavia il Carnevale, come lo conosciamo oggi, nacque nel Medioevo, quando le tradizione romane e pre-romane si mescolarono con quelle barbariche. La Chiesa ha, infine, adottato questa antica tradizione, conferendole una connotazione Cristiana. Il termine Carnevale deriva dal latino “Carmen levare”, che sta ad indicare il divieto di consumare carne nel periodo della quaresima. Un tempo il Carnevale si festeggiava dal 17 gennaio sino alle Ceneri (quarantasei giorni prima del Sabato Santo). In questo frangente si mangiava a sazietà , soprattutto i Martedì ed i Giovedì grassi, nonché le ultime tre domeniche prima della quaresima, definite “degli amici, dei parenti, delle comari”. L’ultimo Martedì grasso era d’obbligo mangiare nove volte: si divoravano salsicce, fegato avvolto nella rete, dolci, salami e timballi di varia composizione. Si faceva baldoria per le strade o in casa: scherzi piccanti, lanci di manciate di farina o di cenere, scherni, balli, canti allusivi, goffe farse, tarantelle, schiamazzi a volte osceni, suoni e mascherate.1 Ormai nell’epoca della Secolarizzazione anche il Carnevale è andato perduto e per le giovani generazioni l’esistenza non è altro che una ricorsa accanita verso qualcosa di desiderabile, ma non realizzabile. (23.2.07 ore 22:27)

prima pagina

Questo spazio è dedicato alla tua pubblicità

i nostri prezzi

Editoriali - Opinioni - Reportage - Approfondimenti - Scuola - Università - CostumeSanità - Enti Locali - Curiosità

Per la tua pubblicità    

Valtelesinanews 2000. Tutti i diritti riservati. Reg. trib. di Benevento n. 2/01 del 19.1.2001. Direttore resp. Rosario Lavorgna

Fondatore, editore e direttore responsabile: Rosario Lavorgna - Redazione: Via Telese, 214, 82030 San Lorenzello (BN) 333.5929734

scrivi alla redazione - Scrivi al direttore - contatta il Magazine - invia un comunicato - Pubblicità - servizi foto giornalistici