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ENTI LOCALI
Al meg di Solopaca una
cartolina pubblicitaria, risalente al 1919, del ristorante “La
Bersagliera” di Napoli
Il
mare, il Vesuvio e il monte Somma, le barche dei pescatori, ormeggiate
nel porticciolo di Via Caracciolo e in primo piano l’effige di Donna
Emilia Del Tufo con il suo cappello da Bersagliere e al collo una
splendida collana di perle. Stiamo parlando di una cartolina
pubblicitaria, risalente al 1919, del ristorante “La Bersagliera” di
Napoli; uno dei più famosi ristoranti al mondo. Questa cartolina,
presente nell’esposizione del MEG (Museo Eno Gastronomico) in Solopaca,
trasmette un fascino particolare, la delicatezza dei colori e lo
scenario raffigurato, addirittura, “emanano” un profumo virtuale di
mare e un senso di tranquillità. Ancora oggi le pubblicità dei
ristoranti sono realizzate anche con cartoline da consegnare ai clienti,
ma nella cartolina de “La Bersagliera” c’è un messaggio d’amore
per la gastronomia e di storia partenopea. Nel 1919 donna Emilia Del
Tufo; la Bersagliera, avviò l'attività del ristorante destinato a
diventare uno dei più famosi di Napoli, presente tra gli itinerari
d'obbligo per i visitatori della città. Vedova con sei figlie, aveva
sposato Luigi Chiosi, da cui ebbe un'altra femmina e cinque maschi. Sul
molo sottostante via Partenope, tra barche, reti, nasse e panni stesi al
sole, donna Emilia preparava da mangiare per la numerosa famiglia
impegnata nel noleggio delle barche. In seguito passò anche ad
approntare semplici colazioni a base di fumanti vermicelli e mescite di
vino a marinai e studenti. Così, con modestia e tenacia, con serietà e
cortesia, conquistò il cuore e il palato dei suoi ospiti. In quegli
stessi anni, l'antico borgo di Santa Lucia, era trasformato secondo il
progetto del Risanamento: una colmata di pietre dava un nuovo assetto
alla zona, accentuandone la vocazione turistica. Con il tempo tra i
clienti de “La Bersagliera”, accanto ai frequentatori abituali, si
cominciarono a vedere personaggi famosi, alloggiati nei Grandi Alberghi.
Nel 1923, Agostino, il primo figlio maschio di donna Emilia, ogni
giorno, al ritorno dalla scuola faceva i conti per la mamma. Per oltre
settanta anni sarà quello il suo posto di lavoro! Dal 1925 al 1928 - La
Bersagliera affrontò i lavori d'ammodernamento, eseguiti dalle
maestranze dell'imprenditore Galli, allora impegnate nei fabbricati di
Via Nazario Sauro. Così facendo il locale cominciò a funzionare anche
d'inverno. 1930 - Si prepara il periodo delle avventure belliche che
dall'impresa d'Etiopia e dall'intervento in Spagna condurranno alla
seconda guerra mondiale. La banchina di Santa Lucia si animò di figure
in divisa. 1943 - Nel pieno oramai della guerra, tra agosto e novembre,
i bombardamenti costrinsero la famiglia ad abbandonare la città e a
trasferirsi, temporaneamente, a Montella (AV). Con l'arrivo degli
americani il lavoro, riprese anche se con gran difficoltà per la
mancanza di approvvigionamenti. Gli Inglesi requisirono il locale per
alcuni mesi e lo trasformarono in un posto di ristoro per le truppe (NAFI
EFI). 1948-1968 - Il clima entusiasmante del dopoguerra, il posto
suggestivo come pochi altri, la cucina semplice e genuina, l'armonia
delle canzoni interpretate dai posteggiatori, tutto contribuì ad
incantare principi e soubrettes, attori e cantanti, uomini politici e
giornalisti. Ben prima che Gina Lollobrigida diventasse la
"Bersagliera" nel cinema, donna Emilia aveva già reso famoso
questo nome: è lei ad accogliere gli ospiti con il sorriso pronto ed i
capelli brizzolati raccolti sulla nuca. 1969 - Si ferma la corsa della
Bersagliera. Con i fratelli Antonio, Enrico e Salvatore, Agostino
eredita l'azienda, che già da anni si era abituato ad amministrare
sotto lo sguardo vigile e riconoscente dei genitori. Si apre un decennio
non facile, funestato dall'umiliazione del colera del 1973 e dalle paure
del terremoto del 1980. La città sperimenta un costante, visibile
degrado: ne risente inevitabilmente il turismo. La Bersagliera conserva
e difende con fierezza la sua postazione. Anni di paziente lavoro
rendono il locale un luogo dove è consuetudine ritrovarsi tra amici.
1991 - A coronamento di questo periodo di successi, giunge il
prestigioso diploma rilasciato dall'Accademia Italiana della Cucina, con
la partecipazione delle massime autorità cittadine. La festa è
patrocinata dall'indimenticabile Nello Oliviero per difendere un simbolo
della nostra città e richiamare l'attenzione dei politici sul Borgo
Marinari. L'alto riconoscimento premia Agostino per aver fatto conoscere
al mondo intero il meglio della nostra cultura gastronomica. 1994 - Il
G7, l'evento che il presidente Ciampi con felice intuizione ha voluto si
svolgesse a Napoli e che è stato determinante per il rilancio della
città, non trova impreparata la Bersagliera. Le segreterie delle
ambasciate dei 7 Grandi si contendono lo spazio della festosa terrazza
sul mare , fresca anche nella torrida estate. 1999 - Al compimento
dell'Ottantesimo anno d'attività, La Bersagliera è inserita tra i
Locali storici d'Italia. E' un traguardo reso possibile dalla dedizione
di Agostino, che sino al Natale del 1997 ha continuato ad andare
incontro agli ospiti con sorridente accoglienza, come ha scritto
Raffaele La Capria. Poi il testimone è passato alla terza generazione.
I figli con i cugini, negli ultimi dieci anni presenti nella conduzione
dell'Azienda, confermano l'impegno a non disperdere l'identità di
questo locale, che resta nel cuore degli ospiti, italiani e stranieri.
Attualmente a gestire l'attività è sempre la famiglia Chiosi: la nonna
Emilia Del Tufo aveva sposato in seconde nozze nonno Luigi Chiosi. Ora
si è giunti alla terza generazione ed è pronta la quarta! Ciascuno dei
cugini svolge una propria attività, ma con La Bersagliera s.r.l. si
cerca di non disperdere la splendida tradizione familiare. Una storia
bellissima raccolta nei pochi centimetri di una vecchia ma affascinante
cartolina. (Le notizie storiche sono tratte dal sito www.labersagliera.it)
(4.1.07 ore 16:54)
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