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EDITORIALI

Mastella lascia il centro sinistra. “Siamo stanchi di stare in cantina”. La Gad perde il pezzo determinante per vincere in Campania.

di Rosario Lavorgna

Una situazione ampiamente prevedibile quella che si è materializzata nell’ambito dell’incontro nazionale dell’Ap-Udeur svoltosi a Roma che ha decretato all’unanimità l’uscita dal centro sinistra e da quella Gad che, a tutt’oggi, non aveva saputo concedere linfa al partito di Clemente Mastella.
Il dato è tratto, per dirla alla maniera imperiale, il Campanile viaggerà da solo alla prossime regionali della primavera 2005.
Il dato politico, però, non si è certo costruito durante l’ultimo incontro di Roma, si è bensì arricchito di malumori e malesseri ‘poltronari’ che già da tempo agitavano le chete acque dell’Ulivo. Nessuno ha voluto mai parlarne apertamente per non dover affrontare un problema troppo grande per le velleità di potere e di governo della coalizione di centro sinistra.
Ed è proprio da questa mancanza di confronto diretto tra le parti, di questa rinnegata volontà di distendere il nervo dialogale che Mastella ha colto il momento propizio per defilarsi da un centro sinistra che in realtà è solo sinistra che conduce aggiogati i centristi porta soma e porta voti.
Il livore del politico sannita è tracimato in una piena inarrestabile alimentata da un vero e proprio ‘tzunami’ politico che ha fatto da comodo cuscino all’ennesimo ribaltone. 
“Siamo stanchi di stare in cantina” ha commentato Mastella, così come avevano già fatto la totalità dei delegati giunti a Roma per il confronto. 
Un dato è oramai certo: la Gad ha perso il pezzo determinante per vincere in Campania, quel partito con una percentuale di consensi pari, o giù di lì, a quelli ottenuti da Forza Italia.
Il centro sinistra ha commesso un gravissimo errore a lasciare che Mastella andasse via dalla coalizione, a meno che l’Ulivo non sia più interessato alle sorti della Campania, ma pensi ad arroccarsi altrove. Dopotutto la situazione in regione non è delle più rosee e sembra che lo stesso governatore Bassolino sia stato messo da parte sia dal partito che nella considerazione generale della stessa Gad.
C’è, infatti, chi sostiene che l’ex ministro Bassolino sia stato silurato nelle sue velleità di correre insieme al professore bolognese, e gli sia stata offerta l’unica plausibile opportunità di ripresentarsi a Palazzo S. Lucia.
La decisione di Roma, in ogni modo, non solo compromette i piani strategici del centro sinistra in Campania, ma mette lo stesso Mastella nelle condizioni di doversi costruire un consiglio regionale ad hoc nella sua lista politica. Questo significa l’impiego degli uomini e delle donne più in vista nel partito, tanto da garantire la copertura dei consensi ed il raggiungimento di quella percentuale sicura di voti. In questa campagna di tattica e strategia elettorale, il Sannio rappresenta lo zoccolo duro, il cuore del feudo, dove Mastella potrebbe attingere, tra l’altro, uomini da schierare.
Non ci sbalordirà, infatti, se il leader del Campanile dovesse decidere la discesa in campo di molti sindaci e consiglieri provinciali, d’altra parte tali cariche rappresentano un budget importantissimo di preferenze e di orientamento elettorale. 
Ma alle elezioni manca ancora molto, per cui non ci sbalordirà nemmeno se Mastella dovesse decidere di non essere poi così solo… (28.12.04 ore 11:02)

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