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EDITORIALI
Nel
centro sinistra è gelo artico contro Mastella. Per bocca della Bindi
l’esortazione delle sinistre al leader del Campanile: “Vigliacco,
vergognati”. Un colpo durissimo, ma il vicolo è cieco e le regionali
sono alle porte.
di
Rosario Lavorgna
E’
gelo artico tra il centro sinistra e Mastella. Un enorme iceberg si è
piazzato giusto in mezzo al dialogo tra il leader nazionale dell’Ap-Udeur
ed il resto di quella che man mano chiameremo ex coalizione di
appartenenza. Una Gad in balia della tramontana dicembrina
che non riesce neppure più a tenere incollate le due estremità:
una sostanziosa fetta di centro e la sinistra rifondata. Gli ultimi
episodi a Montecitorio, come anche il progressivo allontanamento
dell’intesa in Campania, hanno permesso a Mastella di riflettere molto,
anche se innanzi ad i suoi occhi non si è materializzata la soluzione a
cui tanto ambisce, ma viceversa un baratro di incertezze esterne ed
interne. Il sindaco di Ceppaloni e neo dimissionario dalla carica di vice
presidente della Camera dei Deputati ha ingoiato amaro, ed incassato il
duro colpo, compreso il glaciale “Vigliacco, vergognati” di una Rosi
Bindi scatenata e trasversale. Intanto in Campania continua a grandinare
sull’oramai difficile rapporto all’interno del centro sinistra.
Fallita, almeno per adesso, l’intesa nazionale sul grande Centro, forse
rimandata al 2006; venuto drammaticamente meno il ruolo di ago della
bilancia della politica regionale confinato come è stato al ruolo di
ribelle, nonostante il sostanzioso peso specifico in senso elettorale;
Considerato l’inizio delle ostilità, vedi il caso S. Agata dei Goti, in
seno alle varie amministrazioni locali in quota centro sinistra, l’Ap-
Udeur ha molto poco da gioire e men che meno da gongolare nei confronti
dei pur seri problemi tecnico logistici del centro destra che rincorre il
suo riscatto post rastrelliano. Una corsa solitaria a Palazzo S. Lucia
rappresenterebbe quasi certamente (il quasi è un eufemismo) il crollo
rovinoso di un feudo sapientemente e certosinamente costruito e ramificato
sul territorio. Ma i passi cosiddetti falsi, sortirebbero ancor peggiore
effetto. Infatti neppure il possibile passaggio con il centro destra
garantirebbe molto a Mastella, ce non sia la presidenza assicurata delle
regione ed una quota di assessori. Questo però significherebbe, su di un
altro versante, gettare benzina sul già infuocato rapporto tra gli
esponenti udeurrini in seno alle amministrazioni locali e gli
“alleati” della sinistra che non attendono altro che maturino i tempi
di questo ennesimo ribaltone per far crollare molte Giunte comunali
assemblate con coalizioni che risulterebbero, poi, agli antipodi. Per
questo si spiega il netto ‘NO’ di tanti sindaci udeurrini sanniti
sulla possibilità di un passaggio al centro destra, auspicato
nell’ambito della festa settembrina dell’Udeur a Telese Terme.
D’altronde conosciamo tutti l’idea mastelliana della poltrona, che è
dote oltre ad essere eredità. Mai come in questa tornata elettorale
conteranno i piccoli partiti, le aggregazioni spontanee di disaffezionati,
disillusi. Ma soprattutto, mai come in questa tornata elettorale per
vincere si dovranno compiere miracoli dall’una e dell’altra parte del
muro. (16.12.04 ore 14:33)
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