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EDITORIALI

Il governo dei popoli nelle mani di un manipolo di paranoici millantatori del Corano. L’esempio spagnolo. Per grazia di Dio in Italia non si vota.

di Rosario Lavorgna

“Chi dice le bugie non vince”, questa l’affermazione emblematica della sinistra italiana al crollo politico di Aznar in Spagna a seguito delle elezioni politiche di qualche giorno fa.

L’orripilante attentato di Madrid, nel quale hanno perso la vita duecento persone, oramai chiaramente firmato da Al Queida, ha evidenziato con estrema lucidità il capovolgimento delle regole politiche, sottomettendo i governi dei popoli al volere di un Allah tridimensionale che, in barba al Corano, combatte a senso unico il mondo occidentale, la civiltà e la democrazia che esso rappresenta.

Sembra allora che siamo giunti a quel punto di rottura nel quale per salvare la corteccia non abbiamo più bisogno degli Americani, e men che meno dei Russi, ma, magari, di un Carlo Magno del 21° secolo in grado di fronteggiare le paranoie di una  Jihad proclamata a più voci e udita sempre mediante deflagrazioni.

A questo punto, l’Iraq, la sua guerra, la sua situazione interna, passa in second’ordine, si tramuta soltanto in un capro espiatorio in grado di avvantaggiare o svantaggiare quel governo o quella opposizione, in grado di spostare voti e consensi su quella persona o su di un’altra, in grado seminare il panico internazionale e di segare le poltrone prima che le teste.

Allora potrebbe anche far comodo, in clima d’elezioni, partendo dal presupposto che tutti sono sacrificabili all’altare del potere, operare qualche detonazione e poi scagliarsi contro il governucolo di turno accusandolo di non essere stato all’altezza della situazione e spiazzare così milioni di voti spostandoli, non per certezza ma per  terrore, su ciò che fa più comodo.

In effetti, se ragioniamo un attimo, cioè se permettiamo alle nostre cellule celebrali di rintuzzarsi ogni tanto, ci rendiamo presto conto che ciò che volevasi che sia in Spagna sarà.

Dalle dichiarazioni dei Socialisti vincitori delle elezioni è emerso un chiaro e nitido intendimento di ritirare le truppe spagnole dall’Iraq. In questo caso il terrorismo non solo ha terrorizzato, ma ha anche vinto, ponendosi, noi tutti malgrado, al servizio di quella parte della politica sfavorevole alla permanenza del contingente militare in Iraq. E mentre la grande Spagna, simbolo di civiltà e di grandi tradizioni culturali e sociale piange ancora i suoi morti unitamente alla comunità internazionale, l’estremismo islamico, i vari Bin Laden del pianeta gongolano per aver raggiunto un risultato insperato: aver sottomesso una nazione sovrana ai voleri di un manipolo di esaltati e millantatori del Corano che niente hanno a che vedere con la storia, con la cultura e con il planetario prestigio dell’Islam.

Noi Italiani,  popolo dalle gloriose tradizioni latine, patrioti per genesi e per dna, orgogliosi e laboriosi come formiche, diversamente dagli altri popoli non temiamo le guerre sante, avendo in atto  una tempestosa jhad tutta tricolore contro l’ “infedele” inquilino di palazzo Chigi.

Per grazia di Dio in Italia non si vota.

16.3.04 ore 17:56

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