QUOTIDIANO D'INFORMAZIONE

Attualità - Cronaca - Politica - Fatti - Eventi - Cultura - Spettacolo -Sport- Benevento - Regione - Italia - Speciali Internet

Questo spazio è dedicato alla tua pubblicità

i nostri prezzi

CULTURA & EDITORIA 

Tre nobildonne a confronto nell’intento di cedere la parola a chi non l’ha mai avuta. Questo il significato del libro “Storia di un feudo. Storie di donne” di Maria Grazia Cataldi.

di Maria Ianniciello

“Sono due i giorni in cui una donna è un piacere: il giorno in cui un uomo la sposa ed il giorno in cui la seppellisce.[…]” Questa frase, che appartiene ad Ipponatte- poeta giambico, vissuto nel VI secolo a.C.- smentisce coloro i quali accusano il Cristianesimo di aver diffuso nel mondo un ostentato maschilismo. In realtà da sempre la donna è stata vittima di pregiudizi, che le hanno impedito di esercitare alcune cariche importanti, costringendola a vivere all’ombra di mariti e padri onnipresenti. Poche sono le donne che hanno dato un contributo alla storia e quelle che ci sono riuscite oggi versano nell’oblio più totale. Chi ha mai sentito parlare di Caterina Filangieri, Maria de Cardona e Antonia Spinola Caracciolo? La scrittrice e ricercatrice Maria Grazia Cataldi nel suo libro “Storia di un feudo. Storie di donne” -edito da Laceno ed uscito nell’anno 2005- traccia una breve e significativa biografia delle tre donne, ripercorrendo la storia del feudo di Avellino, che è appartenuto dal XV al XVIII secolo ai casati di cui esse facevano parte. L’autrice avellinese riesce a mettere in risalto l’innata capacità di Caterina, Maria ed Antonia di fuoriuscire dal perenne immobilismo a cui da sempre erano soggette. Il coraggio e la spiccata forza d’animo di queste tre figure femminili, che- pur di risolvere i problemi del feudo e delle loro famiglie- furono pronte al rischio e, soprattutto, a mettersi in discussione- potrebbero stupire il lettore contemporaneo, troppo abituato a vivere in una realtà priva di valori. “Storia di un feudo. Storie di donne” , che è il frutto di alcune ricerche-condotte dopo il terremoto del 1980- probabilmente non nasce solo con l’intento di dare voce alle tre nobildonne. Forse Maria Grazia Calaldi – mediante il suo scritto- ha, innanzitutto, voluto dare la parola alle tante Caterina, Maria e Antonia sparse nel mondo. Ha voluto dare la parola a quelle donne che la parola non ce l’hanno e che, purtroppo, sono ancora vittime di una società maschilista ed altamente conformista. (11.8.06 ore 22:01)

 prima pagina

 

 

 

Questo spazio è dedicato alla tua pubblicità

i nostri prezzi

 

 

Editoriali - Opinioni - Reportage - Approfondimenti - Scuola - Università - CostumeSanità - Enti Locali - Curiosità

Per la tua pubblicità    

Valtelesinanews 2000. Tutti i diritti riservati. Reg. trib. di Benevento n. 2/01 del 19.1.2001. Direttore resp. Rosario Lavorgna

Fondatore, editore e direttore responsabile: Rosario Lavorgna - Redazione: Via Telese, 214, 82030 San Lorenzello (BN) 333.5929734

scrivi alla redazione - Scrivi al direttore - contatta il Magazine - invia un comunicato - Pubblicità - servizi foto giornalistici