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CULTURA Agevolare il dialogo tra le generazioni: questo l’ambizioso progetto di una giornalista napoletana. Presentati ieri il progetto e il libro di Anna Civitillo Lei è Rosa Savarese, il libro s’intitola “Il sapore amaro degli anni”. L’idea di scrivere un libro sul mondo della terza età le è venuta sicuramente dalla sua lunga esperienza di giornalista e insegnante, spesso a contatto con la vita e la solitudine degli ospizi. La protagonista è Santina, una nonnina di 80 anni, che si fa portavoce del microcosmo dell’ospizio in cui è costretta a vivere, abbandonata dai propri figli. Pagina dopo pagina leggiamo i suoi pensieri, pensieri di una donna che ha ancora tanta voglia di vivere, e soprattutto che sente di poter arricchire la vita di altre persone con la sua, ma che, inesorabilmente, avverte di essere diventata un “peso” per la società. “Ho parlato con tanti vecchi – spiega l’autrice – e mi sono resa conto che hanno bisogno di affetto come i bambini, forse ancora di più, perché i bambini si aprono alla vita e sono il più delle volte circondati da tanto amore, gli anziani no”. Parole di elogio per questo libro anche da parte di Giulio Riccio, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, durante la presentazione a Palazzo San Giacomo. “È un libro che pone con coraggio e con uno stile essenziale, di grande impatto, un problema che in Occidente tendiamo a nascondere: quello dell’abbandono, delle barriere culturali che separano le generazioni. La nostra è una civiltà della solitudine, che attraversa trasversalmente tutti gli strati della popolazione. Iniziative come questa possono aiutarci a costruire un patto tra generazioni per la condivisione di esperienze e lo sviluppo delle nostre comunità”. E, infatti, Rosa Savarese non si è limitata a scrivere il libro per tentare questa grande impresa, pur partendo da piccole iniziative: ha ideato il progetto “Ti tendo la mano, ti porto nel mio mondo”, che si rivolge agli alunni delle scuole medie e superiori di Napoli. L’obiettivo è quello di sensibilizzare i più giovani al mondo degli anziani: a partire dalla lettura guidata del libro, si vuole condurre questi ragazzi in un percorso di conoscenza e di dialogo con gli ospiti degli ospizi cittadini. Alla fine del progetto ai ragazzi sarà chiesto di realizzare una mostra di fotografie, disegni e fumetti per esprimere la visione, più matura e consapevole, che hanno acquisito della terza età. Con la speranza che un giorno interrogativi come “Un anziano ama sempre incondizionatamente i propri figli. Ma i figli ricambiano con inalterata intensità nel corso degli anni questo amore?” possano ottenere una risposta affermativa. (13.7.06 ore 11:54) |
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