|
Questo spazio è
dedicato alla tua pubblicità
i nostri prezzi |
CULTURA
Il Film, tratto dal romanzo di Dan Brawn,
continua a far discutere. Alcune riflessioni sul Codice da Vinci e sulla
popolarità che ha acquisito..
di Maria Ianniciello
Il
Codice Da Vinci ha appassionato e, purtroppo, ha anche suggestionato
milioni di lettori, tanto da costringere storici dell’arte e teologici a
scrivere interi capitoli sul suo contenuto. Il romanzo deve essere letto
ed interpretato come tale. Non è un saggio né una dissertazione sul
Priorato di Sion e sui Vangeli. Il Codice Da Vinci è il frutto di una “spudorata”
manovra economica, studiata a tavolino. L’unica vittima di questo
intrallazzo è il lettore comune, il quale il più delle volte non ha i
mezzi per controbattere questa fandonia e finisce col crederci. Dal
romanzo la Sony Pictures ne ha tratto un film, che è uscito nelle sale
cinematografiche in contemporanea mondiale lo scorso 19 maggio. Il film,
il cui regista è Ron Howard, è costato 125 milioni di dollari e i
diritti sei milioni di dollari. Sul grande schermo le teorie, che hanno
fatto la fortuna del Codice Da Vinci, sono attenuate e rese meno blasfeme
da un incerto e a tratti religioso prof. Langton (Tom Hanks). Sophie (Andrey
Tautou), che nel romanzo rappresenta il lettore ignaro e disorientato,
diventa nel film scettica ed in alcuni momenti atea. Il film, come il
romanzo, potrebbe urtare la sensibilità degli spettatori più impreparati
ed è proprio a loro che, con questa breve dissertazione, mi voglio
rivolgere. Secondo lo scrittore il Santo Graal non sarebbe una coppa, ma
rappresenterebbe il grembo di Maria Maddalena, la moglie di Gesù…colei
che gli avrebbe dato una discendenza. A custodire questo segreto sarebbero
stati i Templari che, insieme al Priorato di Sion, avrebbero ricattato la
Chiesa, usando alcuni documenti- prova. L’imperatore Costantino avrebbe
stabilito la “divinità” di Gesù, durante il concilio di Nicea
(325d.C.), attraverso un voto a maggioranza. Tutto ciò sarebbe stato
realizzato non solo per attenuare le lotte tra Cristiani e pagani, ma
soprattutto per consentire ai Cristiani di salvarsi mediante la Chiesa
Cattolica Romana. Costantino pertanto avrebbe commissionato e finanziato
una nuova Bibbia, escludendo quei Vangeli che mettevano in risalto la
figura umana di Cristo. Cristo sarebbe stato dunque un trascinatore di
folle…un profeta e non il figlio di Dio. Gesù avrebbe lasciato la sua
Chiesa a Maria Maddalena, ma la fazione maschilista di questo movimento l’
avrebbe allontanata, perseguitata e costretta a fuggire in Francia. Dan
Brawn trova le prove di quanto detto nell’Ultima Cena di Leonardo Da
Vinci (Membro del Priorato) e in alcuni apocrifi. Se poi queste prove per
caso non dovessero bastare Dan Brawn si inventa che all’epoca gli ebrei…
i rabbini erano tutti sposati e il celibato di Gesù sarebbe risultato un
fatto strano…anomalo...degno di attenzione da parte dei Vangeli.
Iniziamo col citare alcuni documenti importanti per la Cristianità. Oltre
ai Vangeli esiste una Letteratura Cristiana che viene poco considerata dai
programmi ministeriali. Nel Martirio di Policarpo e nella Passione di
Perpetua e Felicita i primi Cristiani si sacrificavano in nome del
Salvatore. Più in particolare nel Martirio di Policarpo, il quale risale
al 155 d.C., si parla di Gesù come figlio di Dio. Queste testimonianze
sono state scritte molto prima del Concilio di Nicea( 325d.C.). Secondo il
Codice Muratoriano i Vangeli canonici sono divenuti tali già nel II
secolo d.C.; sono stati scelti perché meno fantasiosi e più attendibili,
sia per contenuti che per datazione, degli apocrifi. Nei Vangeli le donne
vengono citate con ulteriori specificazioni legate alla loro funzione di
madri e mogli. La Maddalena viene caratterizzata non per la sua relazione
con qualcuno, ma per la sua provenienza geografica(Magdala). Perché i
vangeli non l’hanno menzionata come moglie di Gesù? I Vangeli di
Filippo e Maria Maddalena , a differenza di quanto dice Brawn, sulla
questione non sono affatto chiari. Negli apocrifi non c’è nessuna prova
del matrimonio tra Cristo e la Maddalena. Invito gli interessati a leggere
questi Vangeli dal contenuto per niente oscuro. E’ necessario dire che
all’epoca di Gesù, come documentano alcuni storici del tempo, molti
erano i personaggi non sposati ( gli Esseni, Giovanni Battista). Matteo
afferma che Gesù considera eunuchi coloro che sono nati dal ventre della
madre, coloro che sono stati resi tali per mano umana e coloro che si sono
fatti eunuchi per il Regno dei Cieli. Il celibato a quel tempo, dunque,
non era una “stranezza”. Per quanto riguarda Costantino, Dan Brawn
dimostra di conoscere poco la storia. Costantino- l’ imperatore pagano
che si convertì al Cristianesimo sul letto di morte- non rese, come dice
Brawn, il Cristianesimo religione di Stato, ma gli conferì semplicemente
la libertà di culto. Non voglio prolungarmi oltre su Costantino, perché
l’elenco delle imprecisioni, contenute nel romanzo, sarebbe troppo
lungo. Voglio solo dire che all’interno del Cristianesimo si stavano
verificando delle dispute molto accese sulla trinità e, come dimostra la
STORIA, Costantino indisse il Concilio per porvi fine. Intendo adesso
soffermarmi un attimo su Leonardo da Vinci. Dan Brawn sostiene che il
personaggio, ritratto nell’Ultima Cena, alla destra di Gesù, non è San
Giovanni, ma Maria Maddalena. In tutta l’iconografia precedente e
posteriore al dipinto leonardesco Giovanni appare effeminato, perché è
ritenuto il più giovane tra gli apostoli. Se poniamo un po’ di
attenzione alla figura di Gesù notiamo che lo stesso Salvatore non ha i
tratti mascolini dei suoi discepoli. Era probabilmente rispetto a loro
più giovane. La scena rappresenta l’agitazione che ha suscitato tra gli
apostoli la frase di Gesù: “Qualcuno di voi mi tradirà”. Nei Vangeli
Pietro chiede a Giovanni, che si mostra più tranquillo e rilassato
rispetto agli altri, di farsi rivelare da Gesù l’identità del
traditore. Potrei continuare nell’elenco delle distorsioni
storiografiche ed evangeliche contenute nel romanzo e di conseguenza nel
film, ma ritengo che quanto detto basti per far comprendere al
lettore/spettatore l’ inesattezza di tali teorie. Per concludere voglio
precisare che quanto ho enunciato è il risultato di studi e
documentazioni. Sino ad oggi non avevo intenzione di scrivere una
dissertazione, perché consideravo il romanzo pura fiction. Le
discussioni, che ho sentito tra i più giovani, mi hanno spinto a farlo.
Le nostre idee devono essere il frutto di meditazioni…approfondimenti e
non la conseguenza di intrallazzi economici e politici. (8.6.06 ore 19:39)
prima
pagina
|
Questo spazio è
dedicato alla tua pubblicità
i nostri prezzi
|