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CULTURA 

“Raffaello da Firenze a Roma”. Presso la Galleria d’Arte Borghese sono in mostra, da maggio ad agosto, cinquanta opere dell’artista umbro. Roma diventa ulteriore motivo di richiamo per milioni di turisti.

di Maria Ianniciello

Tra la fitta e rigogliosa vegetazione del parco di Villa Borghese si percepiscono attimi di storia…di cultura…di arte. La famiglia Borghese, in primis il Cardinale Scipione( figlio di Ortensia Borghese e nipote di papa Paolo V), collezionò le opere dei più grandi artisti. Nella Galleria d’Arte Borghese si possono ammirare sculture e dipinti di grande prestigio. Nella prima sala, al centro della stanza, si trova la “Paolina Borghese” di Antonio Canova. La scultura- realizzata tra il 1804 e il 1808- fu eseguita su commissione del principe Camillo Borghese, marito in seconde nozze di Paolina Bonaparte, sorella di Napoleone. Paolina appare in tutta la sua bellezza; il pomo, che tiene nella mano sinistra, ricorda una nota narrazione mitologica. Paolina somiglia ad Afrodite, la dea a cui Paride consegnò il pomo con la scritta “alla più bella”. La scultura appare viva ed in movimento all’occhio dell’osservatore, il quale rimane estasiato dinnanzi a tanta armonia e a tanta compostezza. Nelle sale successive si possono ammirare le opere di Gian Lorenzo Bernini (Apollo e Dafne; Plauto e Proserpina; Enea-Anchise- Ascanio; La verità Svelata); di Caravaggio; di Lorenzo Lotto; di Bassano; di Antonello da Messina; di Tiziano, di Raffaello(La Deposizione). Inoltre sono conservati mosaici e sculture dell’antichità. I visitatori potranno anche vedere alcune opere di Raffaello. Da maggio ad agosto sono in esposizione, presso la Galleria d’Arte Borghese, 24 tavole e 26 disegni del Raffaello “maturo”, ovvero del periodo compreso tra il 1505 ed il 1508. Furono gli anni in cui l’artista umbro risiedé a Firenze e che anticiparono la fase romana. Raffaello è ritenuto il massimo fra i pittori; colui che dipinse per grazia infusa, per dono naturale, senza sforzo, senza ricerca, raggiungendo la perfezione. Tra i capolavori in mostra a Roma ricordiamo:“Ritratto di giovane donna. La fornarina”; “Ritratto di donna con liocorno”; “Ritratto femminile. La gravida”; “ Ritratto d’uomo” ; “Ritratto di giovane”; “San Sebastiano”; “Madonna col bambino”; “Adorazione del Bambino”… Uno degli scopi della mostra è quello di ricondurre, per un breve lasso di tempo, alcuni dipinti e disegni nel luogo in cui furono custoditi per tanto tempo. La bellezza e l’austerità del museo rendono ancora più preziose le opere di un maestro che deve essere ricordato ed apprezzato in eterno. L’arte…la letteratura…la nostra cultura non devono mai essere accantonate. Un popolo è “grande” solo quando acquisisce la consapevolezza di esserlo. E noi, a differenza di tanti altri, siamo “grandi” non per aver conquistato interi territori, ma per aver saputo donare al mondo la nostra arte. (2.6.06 ore 19:24)

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