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CULTURA &
ARTE
Ravello Arte 2006. "Le città
invisibili" di Giuseppe Di Mauro, a cura di Massimo Bignardi.
di Maria Pezzillo
Venerdì
21 aprile, alle ore 18,00, sarà inaugurata la mostra Le città invisibili
che raccoglie otto installazioni realizzate da Giuseppe Di Muro. Promossa
dalla Soprintendenza per i B.A.P.P.S.A.E. di Salerno e Avellino, con il
patrocinio della Provincia di Salerno, della Fondazione Ravello e della
Comunità Montana Zona Monti Picentini, la mostra è stata curata da
Giuseppe Zampino e da Massimo Bignardi che hanno impaginato le opere dell’architetto-designer
seguendo le pagine del celebre libro di Italo Calvino. "Il tema della
città, di come la "progettano" gli artisti – scrive Giuseppe
Zampino nella nota introduttiva al catalogo –, torna ancora a
sollecitare i miei interessi, segnati, sempre, dal desiderio di
partecipare ad un dibattito che, nei margini di un unico registro, pone la
storia a fianco della contemporaneità. Da una parte v’è la memoria di
uno spazio dell’essere, verso il quale il viaggio di Calvino, sul piano
narrativo, ci spinge; dall’altra la necessità di sentire il presente,
avvertire il suo respiro, essere, cioè, nel proprio tempo, insomma nel
flusso di idee che ci rende parte di un complesso movimento, disposto, per
sua vocazione, ad accelerate metamorfosi. È quanto, in sostanza, ha
"progettato" Giuseppe Di Muro per queste otto città ispirate al
celebre testo di Italo Calvino, legate fra loro dall’insinuante pratica
della ceramica, dal suo artificio orchestrato tra il tavolo da lavoro e il
forno, dall’abilità fabbrile, in pratica dai processi di una
costruzione fatta di artigianalità e di materie, quindi, di terre, di
impasti, di ingobbi, di forme tornite e modellate dalle mani". Otto
piazze, osserva Massimo Bignardi, tante sono quelle ‘costruite’ da
Giuseppe Di Muro, quadrate, rotonde, ellittiche; piazze e al tempo stesso
città per sottolineare l’identità e l’unità della comunità.
"Su tale identità insiste la plastica tradotta da un dettato
compositivo che fonda su un rigoroso rapporto fra forma plastica e segno
grafico, fra l’abilità figulina e la magia del fuoco che cuoce la
terracotta. Di Muro si serve di moduli ideativi, di forme elaborate
seguendo alcune pagine del celebre testo di Italo Calvino, Le città
invisibili. È un progetto di creatività che fa uso della ceramica come
materia ideale e primaria, disposta ad attivare l’immaginario, aprendo
ad un confronto fra progetto funzionale e creativo, in parole povere fra
architettura e arti plastiche, interpretando il desiderio di un
cambiamento della forma di vita, intesa come linguaggio che ci circonda.
Queste opere prospettano un più serrato confronto dialettico tra
l'esperienza creativa – anima che rende visibile il "sogno" di
una città ideale che ciascun artista immagina (come presa d’atto di una
progettualità etica, avvertita, cioè, come profonda necessità di
offrire prospettive allo sguardo) – e il recupero delle manualità e per
esse dei materiali originari ed infine la forza della natura avvertita
come presenza indispensabile". La mostra resterà aperta fino a
domenica 21 maggio. (20.4.06 ore 16:47)
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